Dichiarazione di Vittorio Adelfi, Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026
“Ogni aggressione a una donna è un’aggressione all’intera comunità.
Chiediamo ai magistrati pene certe, processi rapidi, alle forze di polizia più protezione alle vittime e controlli efficaci sul territorio. La sicurezza non si negozia. Chi sbaglia deve pagare, senza distinzioni.”
Gli ultimi dati sui reati contro la persona confermano che la sicurezza delle donne resta una priorità non rinviabile. Lo dimostra anche la cronaca di questi giorni: come riportato da ANSA il 28 maggio 2026, una donna colombiana di 32 anni è rimasta sequestrata e violentata per tre giorni in un edificio occupato alla periferia di Roma, sotto minacce di morte e sotto l’effetto di droghe.
Solo all’alba del terzo giorno è riuscita a fuggire seminuda e a chiedere aiuto a un passante.
Per la vicenda sono stati fermati cinque uomini, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata.
Ogni episodio di violenza sessuale è un’aggressione alla dignità umana e alla convivenza civile.
Come Confederazione Democrazie Cristiane 2026 chiediamo:
– Accelerazione dei processi per i reati sessuali, con tempi certi e pene effettive.
– Rafforzamento dei centri antiviolenza e dei percorsi di protezione per le vittime.
– Controlli più severi sull’immigrazione irregolare, distinguendo tra chi cerca integrazione e chi delinque.
– Formazione obbligatoria per le forze dell’ordine nella gestione delle vittime vulnerabili.
– Sgomberi immediati e controllo costante degli edifici occupati abusivamente, spesso zone franche dove la legge non entra.
*Non servono strumentalizzazioni, ma fatti concreti dal governo alle opposizioni.
La politica deve garantire che chi commette questi crimini non resti impunito.
Le leggi scritte devono essere chiare, non interpretabili dai magistrati: se c’è reato non devono esserci attenuanti per nessun caso.
Tutto ciò è indispensabile, oggi più che mai, affinché le nostre donne possano vivere liberamente senza alcuna paura.
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