domenica, Giugno 14, 2026
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Signori si nasce e Lui lo nacque.

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È sabato, quindi sarà bene riprender fiato, credendo che, in momenti come quello attuale, sia indispensabile avere le batterie sempre cariche.
Sia lontano ogni pensiero irriverente quando si afferma che, attualmente, non sono molte le situazioni in cui una nota battuta di Totò può essere usata in maniera così appropriata. In un film del 1960, il protagonista Totò nella finzione precisa che: “signori si nasce e io lo nacqui”. Nella realtà sta venendo fuori una sequenza del genere, riveduta e corretta e, soprattuto di gran rilievo per l’equilibrio dell’ umanità contemporanea, nonché delle generazioni a venire. Papa Leone XIV, al secolo Mister Robert F. Prevost, matematico votato al clero, giovedì scorso ha dato l’ennesima prova di signorilità e diplomazia nell’accogliere come si conviene il Segretario di Stato americano Carlo Rubio. È sempre vero il detto, anche esso appropriato come non mai a tale situazione, che “ambasciator non porta pena”. Nel caso del Capo della Diplomazia a stelle e strisce in visita al Papa, quell’ affermazione sarebbe potuta essere messa in dubbio, causa le affermazioni a dir poco inappropriate, inadeguate e inopportune del suo mandante, la iena della Casa Bianca. Solo per completezza di informazione, quella bestia d’ oltteoceano non ha alcun legame di parentela con i discendenti della Lupa simbolo di Roma. Quella di N.Y, nella sua identità reale, Trump, sta dando prova non stop di scarso, se non nullo, apprezzamento per il comportamento del Capo della Chiesa, nell’ attuale operato suo e di chi lo segue, supportandolo nel suo comportamento di fronte alle condizioni di drammatica emergenza in cui si è venuta a trovare l’umanità. A quel punto sono intervenute le doti di signorilità del Numero 1 del Soglio di San Pietro, che si è comportato quasi seguendo alla lettera quanto proposto dall’antico adagio:”il peggior disprezzo è la noncuranza”. Beninteso, non nei confronti dell’ospite e della sua famiglia, bensì di chi lo aveva mandato allo sbaraglio. È cosi che si può prendere atto che l’arte della diplomazia si può apprendere solo se si è certi di possedere il necessario presupposto: la signorilità. Del resto, tra i tanti appellativi rivolti a quel palazzinaro – Capo Mastro, con ogni riguardo per la categoria in cui quell’operaio rientra, non se ne trova uno che ricordi quella qualità tra gli opinabili plus “natali” che ancora il Principe della Risata cita nel suo fantastico dialogo “A livella”. Rimanendo con i piedi per terra, vada il pensiero all’antica Roma, mentre Cicerone, in senato, sta accusando Catilina. Da allora è cambiato poco.

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