“Mentre i riflettori sono puntati sulla manovra economica, Roma ignora il Media Freedom Act e scivola nel mirino di Bruxelles”
Elisa Mattia -Giornalista Investigativa
Un’inchiesta che svela ciò che nessuno ha raccontato oggi: l’Italia è ufficialmente sotto procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea per non aver recepito il Media Freedom Act (MFA), la legge che tutela l’indipendenza dei media. Eppure, nessun telegiornale lo ha menzionato.
Cos’è successo davvero?
Da ieri, Bruxelles ha avviato una procedura formale contro l’Italia per la mancata adozione del MFA, una normativa approvata dal Parlamento europeo nel 2024 per garantire trasparenza, pluralismo e protezione dei giornalisti. Il nostro Paese, insieme ad altri Stati membri, ha ignorato la scadenza per l’applicazione, lasciando il campo libero a pressioni politiche e concentrazioni editoriali.
Perché è grave?
-La libertà di stampa è un pilastro della democrazia. L’Italia ha già perso tre posizioni nel ranking mondiale di Reporters Sans Frontières, scivolando al 49° posto.
– Il governo ha imposto limiti alla cronaca giudiziaria, favorendo l’autocensura e scoraggiando le inchieste scomode.
– Il MFA avrebbe impedito interferenze politiche nei media, ma la sua mancata adozione lascia spazio a conflitti d’interesse e querele temerarie.
Perché nessuno ne parla?
Secondo analisti indipendenti, il silenzio mediatico è frutto di una crescente concentrazione editoriale e di un clima di autocensura. I principali quotidiani sono controllati da gruppi economici vicini al potere, e le notizie scomode vengono sistematicamente oscurate.
Il paradosso
Proprio alla vigilia della Giornata internazionale per la libertà di stampa, l’Italia si ritrova nel mirino dell’UE per aver ignorato una legge che avrebbe rafforzato quella stessa libertà. Eppure, il dibattito pubblico è assente, soffocato da polemiche su patrimoniali e scioperi.









