
Venezia, Settembre 2025. Non solo moda. Non solo spettacolo. Alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il red carpet si è trasformato in un palcoscenico di coscienza grazie a Silvye René Lubamba, che ha scelto di sfilare con un abito unico nel suo genere: un manifesto di pace, un grido silenzioso contro le guerre che ancora devastano il mondo. Un abito che denuncia. Un’eleganza che milita per la vita. Il progetto è nato dalla collaborazione tra eccellenze della sartoria e della formazione: la Bespoke & Fashion Academy Napoli, il marchio di haute couture Tramosa Napoli, entrambi guidati da Aldo Toscano, presidente di CNA Federmoda Campania, e dalla designer Daniela Mascia; la storica Sartoria Napoletana Trama e l’istituto di formazione casertano diretto da Rita Parente e Laura Piombino.
Il risultato è un capo che stupisce e commuove: una divisa militare reinterpretata come abito da sera di alta moda, in un contrasto che trasforma il simbolo del conflitto in messaggio di speranza. “Abbiamo voluto trasformare un simbolo di distruzione in uno strumento di bellezza spiega Aldo Toscano. La moda non può restare in silenzio mentre il mondo brucia.” “Accogliere la visione di Silvye è stato naturale aggiunge Daniela Mascia. Il vestito non è solo ornamento: è linguaggio, riflessione, responsabilità.”
“Con Sempiù formiamo giovani stilisti che sognano un’industria etica e consapevole conclude Rita Parente. Questo abito è il manifesto di ciò che vogliamo insegnare: la moda come coscienza collettiva.” Silvye René Lubamba: la bellezza che prende posizione. Volto noto della televisione e delle passerelle, modella e attivista, Silvye René Lubamba arriva a Venezia con un messaggio forte: la bellezza può e deve schierarsi. “Sfilare a Venezia per me non è un atto di vanità. È un atto politico, civile, umano. Non posso restare in silenzio di fronte a ciò che accade nel mondo. La moda può essere anche resistenza e consapevolezza. Nell’abito-manifesto, Silvye porta con sé le storie di chi non ha voce: i profughi, le vittime delle guerre, i bambini privati del futuro.

La sua storia personale segnata da cadute, risalite e rinascite le dà la forza di essere oggi una testimone di coraggio e solidarietà. “Ho conosciuto la sofferenza e la marginalizzazione. Per questo scelgo di stare dalla parte degli invisibili. Questo abito è il mio modo di lottare per loro: con grazia, con determinazione, con amore.” Oltre il glamour: la moda come strumento di cambiamento. Con questa apparizione, Silvye René Lubamba ribadisce che anche il mondo scintillante del cinema e della moda può farsi portavoce di valori universali. Il tappeto rosso, troppo spesso ridotto a passerella di vanità, diventa tribuna di coscienza. Un luogo in cui un abito non solo veste, ma abbraccia una causa.
Un’apparizione che non si limita a incantare: invita a pensare.









