venerdì, Febbraio 13, 2026
HomeCronacaSocial oscurati, scoppia il caso Corona: Codacons all’attacco dei colossi del web

Social oscurati, scoppia il caso Corona: Codacons all’attacco dei colossi del web

ArtesTV
MORVRAN.COM

Il caso Fabrizio Corona continua a far rumore e ad allargarsi ben oltre la figura dell’ex paparazzo. Dopo la rimozione improvvisa dei suoi profili social da parte di Meta e Google, la vicenda ha assunto contorni sempre più politici e culturali, finendo al centro di un acceso dibattito sulla libertà di espressione online. A intervenire con toni tutt’altro che morbidi è stato il Codacons, che ha diffuso una nota molto critica contro quella che viene vista come una decisione fulminea e poco trasparente da parte dei colossi del web. Secondo l’associazione dei consumatori, il problema non riguarda soltanto Corona, personaggio da sempre divisivo e discusso, ma il modo in cui le grandi piattaforme decidono chi può parlare e chi no. Una gestione che appare, agli occhi di molti, incoerente e sbilanciata, soprattutto se confrontata con altri casi in cui contenuti ben più gravi sembrano restare online senza particolari conseguenze. La sensazione diffusa è che le regole vengano applicate in modo selettivo, a seconda del personaggio coinvolto e dell’impatto mediatico che può generare. Anche dal fronte legale la reazione è stata durissima. L’avvocato Ivano Chiesa ha definito l’operazione una forma di censura impressionante, paragonandola a pratiche tipiche di Paesi lontani dai principi democratici. Parole pesanti, che hanno contribuito ad alimentare la polemica e a spostare l’attenzione sul potere enorme che queste piattaforme esercitano sulla comunicazione pubblica. Nel frattempo, sui social – o meglio, su quelli ancora accessibili – una parte consistente del pubblico si è schierata dalla parte di Corona. Non tanto per difendere ogni sua uscita, quanto per contestare un sistema che può spegnere una voce da un giorno all’altro, senza un vero contraddittorio. In molti sostengono che il vero obiettivo fosse semplicemente quello di metterlo a tacere, più che tutelare regole o comunità. La vicenda, insomma, sembra destinata a lasciare strascichi. Al di là del personaggio, resta una domanda scomoda: chi decide davvero cosa possiamo vedere, leggere e ascoltare online? E soprattutto, con quali criteri? Un interrogativo che, oggi, riguarda tutti.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE