
Inviato Gabriele SCHIFANELLA
TORINO – Le piazze auliche e i lunghi porticati sabaudi tornano a vibrare del battito metallico dei motori, trasformandosi per un fine settimana settembrino in un immenso proscenio a cielo aperto. Il Salone Auto Torino inaugura la sua nuova edizione incoronando il capoluogo piemontese nuovamente epicentro continentale delle quattro ruote, grazie a una formula espositiva diffusa, gratuita e radicalmente immersiva che sa coniugare la tradizione industriale sabauda con le più spregiudicate geografie commerciali contemporanee. I numeri dell’edizione confermano una mutazione genetica in atto nel settore: quarantasette case costruttrici hanno schierato oltre duecento vetture lungo le arterie cittadine, delineando un panorama in cui il baricentro globale si sposta inesorabilmente a oriente. Quasi il quaranta percento dei marchi presenti sul listino espositivo arriva infatti dalla Cina, testimoniando un’offensiva commerciale senza precedenti che punta a conquistare il mercato europeo a suon di connettività spinta, listini concorrenziali e design avveniristico. In questo fermento globale, l’orgoglio tricolore e il colosso Stellantis rispondono sfoderando argomenti di peso strategico proprio all’ombra di Palazzo Madama e tra le quinte di Piazza Castello. L’attesa più vibrante riguarda il debutto in anteprima nazionale della nuova famiglia Fiat Grizzly e della sua variante Grizzly Fastback, modelli pensati per scompaginare il segmento dei SUV compatti per famiglie puntando su abitabilità generosa e motorizzazioni ibride ed elettriche. Accanto al marchio torinese, la ribalta premia anche l’ascesa tecnologica di Leapmotor, brand sinergico al gruppo multinazionale, che cala l’asso della B03X, un crossover urbano a batteria concepito per ridefinire gli standard di accessibilità della mobilità ecologica. Tra decine di anteprime che spaziano dall’iperlusso asiatico alle soluzioni urbane più smart, la kermesse piemontese non è soltanto una vetrina statica, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui il pubblico può testare la transizione energetica. Tra curiosi, appassionati e addetti ai lavori, Torino dimostra così di saper custodire la propria memoria industriale rinnovando lo sguardo verso l’orizzonte globale del domani.









