A Ventimiglia si scava nel passato con la speranza di riportare alla luce uno dei capitoli più affascinanti della storia cittadina. Nell’area di Nervia, dove da alcuni giorni sono in corso importanti interventi preliminari legati al futuro collegamento con la pista ciclabile, l’attenzione di archeologi, studiosi e cittadini è tutta rivolta a ciò che potrebbe nascondersi sotto il terreno. A circa quattro metri di profondità, infatti, potrebbe trovarsi il vero cuore dell’antica Albintimilium, la città romana che per secoli rappresentò uno dei principali centri del Ponente ligure.
Le ruspe stanno operando con estrema cautela, affiancate dal lavoro degli specialisti che monitorano costantemente ogni fase delle operazioni. Prima ancora di scavare, un ruolo fondamentale è svolto dal georadar, tecnologia che consente di analizzare il sottosuolo e individuare eventuali strutture sepolte senza alterare il terreno. I dati raccolti nelle ultime settimane hanno acceso l’entusiasmo degli addetti ai lavori e alimentato aspettative che potrebbero trasformarsi in una scoperta di grande valore storico e culturale.
Secondo le ipotesi più accreditate, proprio nell’area interessata dai lavori potrebbero emergere resti di edifici pubblici, antiche mura o addirittura il foro romano, la piazza principale della città, luogo centrale della vita politica, economica e sociale dell’epoca. Una teoria che trova conferma negli studi portati avanti nel corso degli anni da importanti archeologi e studiosi del territorio.
A ricordarlo è Antonella Traverso, direttrice del Museo Archeologico dei Balzi Rossi e della zona archeologica di Nervia, che sottolinea come il grande archeologo Nino Lamboglia abbia sempre sostenuto che proprio in quest’area fossero collocati il foro e la piazza principale di Albintimilium. Una convinzione che oggi torna più attuale che mai e che potrebbe trovare finalmente riscontro nelle evidenze archeologiche.
L’intervento rientra in un progetto di valorizzazione molto più ampio, sostenuto da un finanziamento complessivo di circa tre milioni di euro. L’obiettivo non è soltanto quello di preservare e studiare eventuali reperti, ma soprattutto quello di rendere il sito sempre più fruibile e integrato nel tessuto urbano contemporaneo, creando un collegamento tra passato e futuro.
Al momento non esistono tempi certi per la conclusione delle operazioni. Gli scavi archeologici, per loro natura, richiedono pazienza, precisione e attenzione. Ogni centimetro di terreno può infatti custodire testimonianze preziose che meritano di essere documentate e conservate nel migliore dei modi.
La prospettiva che guida il progetto è ambiziosa ma concreta: trasformare l’area archeologica di Nervia in un grande museo a cielo aperto, capace di raccontare la storia romana di Ventimiglia direttamente nei luoghi in cui essa è stata vissuta. Un percorso dove residenti e turisti possano camminare o pedalare accanto alle tracce dell’antica Albintimilium, vivendo un’esperienza unica tra cultura, paesaggio e memoria.
Se le aspettative saranno confermate, la scoperta potrebbe rappresentare una svolta storica non solo per Ventimiglia, ma per tutto il Ponente ligure. Sotto la terra di Nervia potrebbe infatti trovarsi ancora intatto il cuore pulsante della città romana, pronto a tornare alla luce dopo quasi duemila anni di silenzio.









