“Burle in maschera”: è il titolo di una pièce teatrale, uno “scherzo” (appunto drammaturgico) in atto unico – ispirato ai canovacci della Commedia dell’Arte e della tradizione popolare. Dal XVI secolo fino alla tradizione etnografica alla Roberto De Simone. È lo spettacolo che andrà in scena domenica 12 aprile corrente mese. Alle 12 in punto, un orario alquanto desueto – ma tant’è – presso il teatro comunale di Mercato San Severino. Il copione trae spunto dal laboratorio o workshop “Né noi, né gli altri” – a cura del regista, operatore teatrale e docente Francesco Facciolli. Il tutto sotto l’egida dell’immarcescibile associazione “Crescere insieme oltre il teatro”. Retta dall’esperta di teatro Clotilde Grisolia, con l’appoggio di Rosa Santoro ed Alfonsina Della Rocca – responsabili del centro per l’infanzia “Crescere insieme”. Una scommessa vinta, quella del sodalizio culturale sanseverinese: lo testimoniano i dieci anni “esatti” di esistenza della realtà, durante i quali l’associazione – sorta da esperienze di recitazione per i genitori degli iscritti alla scuola dell’infanzia, poi sviluppatasi in laboratorio drammaturgico – ha calcato il palcoscenico con e in numerose “avventure” culturali. Nel nome dell’inclusione, nel mondo dove è tutto è possibile: il sacro ambito della recitazione!

La storia di “Crescere insieme oltre il teatro” è ricca di successi e di messe in scena, grazie anche alle reinterpretazioni di noti copioni “classici”: plot rivisitati e decostruiti da Grisolia e da tanti esperti e tecnici coi quali – nel decennio – si è collaborato. Enorme il lavoro svolto, di ottima qualità. Enormi e – sulle prime – insperati i successi (di pubblico, di critica eccetera) ottenuti e riscossi dalla realtà associativa. Tra i recital performati – nel decennio – ricordiamo “Cenere e magia”, il primissimo elaborato posto in essere dalla compagnia. Compagnia che si divide in gruppi: Bambini, Adolescenti (avanzato) e Adulti. Tornando alla rappresentazione di domenica 12, a mezzogiorno, lo spettacolo è frutto di un lavoro riguardante uno “stage professionalizzante”, con Federico Facciolli. Incentrato proprio sulla commedia dell’arte. In genere, i suoi epigoni – vale a dire Pulcinella (da Oddone di Polliceno, Puccio D’Aniello, Paul Cinelli o Pulcino), Arlecchino, Balanzone, Colombina e altri – sono stereotipati. Per esempio, esiste la maschera di Pantalone – veneziano doc, la cui caratteristica caricaturale è la tirchieria. Oppure c’è Brighella, attaccabrighe lombardo (bergamasco). E, ancora, citiamo capitan Fracassa – ligure, derivante dalla dominazione spagnola in Italia (soprattutto del Sud). Costui – secondo studi approfonditi – farebbe riferimento a Matamori (uccisore di Saraceni), detto capitan Rodomonte di Val d’Inferno. Cioè Gaspare Sanseverino. Capitano di ventura e spaccone, smargiasso. Che apparteneva alla nobile stirpe dei Sanseverino – dalla dominazione normanna di Troisio de Rota, poi de Sancto Severino. Dopo questa “chicca”, ritorniamo a noi: la particolarità di questo recital risiede nello studio storico e scientifico di tali personaggi carnascialeschi (o carnevaleschi) – e non soltanto. Tanti colpi di scena si succederanno sul palco, grazie alla magia e sacralità della drammatizzazione. Soprattutto per ciò che attiene a un percorso serio e sacrificato, costellato di studio e tanta passione.

Ma “Crescere insieme oltre il teatro”, compagnia (non soltanto) amatoriale di tutto rispetto, è sempre stata affidabile. Reduce da uno spettacolo surreale e delicato, tra la poesia e il nonsense, lo scorso 27 marzo – giornata mondiale del teatro – la compagnia diretta da Grisolia (col contributo, per tale stage, di Facciolli) torna a calcare le scene; dopo il mix di azioni (e di emozioni!) scaturite da “Illustri affollamenti al largo degli scogli di zinco” – per l’appunto in data 27 marzo – adesso tutto si gioca sui delicati equilibri recitativi di icone antiche e peculiari: le maschere della Commedia dell’Arte. Esprime la Grisolia: “Dieci anni fa gli adulti del gruppo hanno debuttato in “Cenere e magia”, protagonista Veronica Carratù [tra l’altro, molto attiva nel sociale – come l’associazione “Noi donne soprattutto”, con la quale “Crescere insieme” ha collaborato]. Il legame con la Carratù non si è mai, in realtà, spezzato. Abbiamo portato la recitazione anche in ospedale, nei reparti di Pediatria – dichiara l’intervistata – ed è stata una bellissima e toccante esperienza”.

Poi tutto si è evoluto, con la “riscrittura” e gli adattamenti di vari testi classici, volti al comico da parte di Clotilde Grisolia e del suo staff. Da parte di tutta la squadra, la scuola di teatro. Un esempio è “Il gobbo di Notre Naple”, che riprende il tema del gobbo di Notre Dame di Parigi – in chiave ironica e ambientando il tutto nella realtà mitteleuropea di Napoli. Dove furbizia e “cazzimma” pullulano tra gli individui. “Tra tutti i gruppi – prosegue poi la regista calabrese, sanseverinese di adozione – c’è quello Adolescenti, che ha sperimentato varie forme di linguaggio. Dal musical (“Grease”, ovvero “brillantina” – ispirato agli anni ’60 e a John Travolta, nel celeberrimo e omonimo film) a testi complicati come “L’odissea”. Mentre gli adulti si sono “occupati” di favole, tra cui la messa in scena di “Cenerentola”. Sempre in maniera autentica e sarcastica. Con molto impegno.

“Tra i gruppi – dice ancora Clotilde – esiste un fil rouge, un filo rosso che travalica le età. Che unisce tutti noi”. In questi anni, inoltre, la compagnia è andata fuori dai “confini” sanseverinesi; prendendo parte a numerose e qualificate, prestigiose rassegne/premi. In cui gli attori dilettanti hanno conseguito onorificenze e riconoscimenti: ad Altomonte (Calabria), tanto per citare, Fiorella Guarino (gruppo Adolescenti) è stata classificata “migliore attrice” della sua categoria. Oppure, ecco Renata Rodio – nel festival di Gioia del Colle – arrivare anch’ella all’essere la migliore attrice. Per la squadra Adulti. Tra altri “trofei”, ideali e/o fattivi, lungo l’immaginario “wall of fame” dell’associazione, ricordiamo l’esibizione degli Adolescenti al teatro “Ariston” di Sanremo. “Forse l’esperienza più memorabile – esprime Grisolia. L’intera due giorni è stata meravigliosa – dice – sin dal viaggio in pullman, per arrivare alle prove e a tutti i momenti di condivisione; con Alfonsina a piangere a dirotto e me nello spazio adibito a regia, lontanissima dai ragazzi”. Sempre nella stessa occasione, dichiara Clotilde, il grande onore della premiazione: il secondo posto che ha colmato di felicità gli animi di tutti”. Anche in anni più recenti, l’associazione prosegue il suo cammino – performando spettacoli su argomenti difficili, tipo la guerra. Sempre occupandosi di tematiche similari, la compagnia rivela – per bocca di Clotilde Grisolia – di essere stata selezionata (team Adolescenti avanzato) per partecipare al festival “Il Gerione” di Campagna – teatro educativo e “sociale”.

“Esperienze che si ripetono – chiosa la regista – ma che vedono tutti quanti noi cambiati, in dieci anni. Con esigenze diverse, sperimentando linguaggi nuovi. Ed ecco il senso della presenza di coach come Pascal La Delfa (per lo show del 27 marzo) e Francesco Facciolli. Per conoscere altro, ulteriori direzioni. Per creare cultura – a San Severino e a Salerno”. Queste le dichiarazioni della referente. Auguri per lo show del 12 aprile, allora! Ricordiamo che “Crescere insieme” è attiva anche per altri progetti culturali – in partnership con altri sodalizi territoriali!










