di Vittorio Adelfi
Di cosa si tratta
Un’inchiesta del ROS dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Roma, ha fatto luce su un presunto gruppo clandestino chiamato “Squadra Fiore”. L’accusa: attività sistematiche di dossieraggio usando banche dati dell’intelligence per scopi privati.
Chi è indagato
Al centro c’è Giuseppe Del Deo, ex numero due del DIS – Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza – e oggi presidente esecutivo di Cerved Group Spa. Con lui risulta indagato anche Enrico Fincati, all’epoca gestore della società Sind.
Le due ipotesi di reato principali
1. Dossieraggio / accesso abusivo
Secondo i Carabinieri, Del Deo “avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”.
In pratica: banche dati riservate della sicurezza nazionale usate per schedare persone fuori da qualsiasi finalità di intelligence.
I reati ipotizzati sono accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy.
1. Peculato per circa 5 milioni di euro
I fatti risalirebbero al periodo in cui Del Deo era all’AISI, l’agenzia di intelligence interna. L’accusa: circa 5 milioni di fondi istituzionali sarebbero stati distratti e affidati con contratti ad hoc alla società Sind, gestita da Fincati.
Gli inquirenti ipotizzano un “asse privilegiato” per veicolare denaro pubblico verso imprese compiacenti, mascherato da collaborazioni tecniche.
Perché si parla di “terremoto”
Il DIS è l’organo che coordina AISI e AISE e riferisce direttamente al Presidente del Consiglio. Che il suo ex numero due sia indagato per uso illecito delle banche dati di Stato e per peculato crea un cortocircuito istituzionale. Da qui la definizione “terremoto ai vertici dell’intelligence”.
Stato dell’indagine
Per ora siamo alle indagini preliminari.
Gli indagati non sono condannati e valgono presunzione di innocenza e segreto istruttorio.
La notizia è uscita 12 ore fa e i dettagli potrebbero aggiornarsi rapidamente.
Gli sviluppi di questa indagini potrebbero portare a breve avvisi di garanzia, perquisizioni.
Se le accuse contro l’ex numero due del DIS fossero fondate, gli effetti sarebbero pesanti su 3 livelli: penale, istituzionale e politico.
1. Livello penale
– Dossieraggio/Accesso abusivo: il codice penale prevede da 1 a 5 anni per accesso abusivo a sistema informatico di interesse pubblico. Se aggravato da finalità di profitto o danno, si arriva a 8 anni. Con la violazione della privacy si aggiunge il GDPR: sanzioni fino a 20 milioni o 4% del fatturato, più risarcimenti ai danneggiati.
– Peculato: distrazione di 5 milioni di euro configura peculato aggravato. Pena: da 4 a 10 anni e mezzo, interdizione perpetua dai pubblici uffici, confisca del profitto.
– Associazione: se viene confermata la “Squadra Fiore” come struttura organizzata, scatta l’associazione a delinquere, altri 3-7 anni.
In pratica, per Del Deo e gli altri indagati si aprirebbe un processo con rischio di pene cumulate molto alte e interdizione a vita dalla PA.
2. Livello istituzionale
– Commissione parlamentare Copasir: audizioni urgenti dei vertici di DIS, AISI e AISE. Probabile declassificazione parziale di documenti per capire come siano stati bucati i controlli.
– Riforma dei controlli interni: oggi le banche dati dell’intelligence non sono accessibili alla magistratura ordinaria senza nulla osta. Un caso così porta quasi sempre a un giro di vite: log di accesso più rigidi, autorizzazioni a due fattori, authority esterna di controllo.
– Dimissioni a catena: se emergono coperture o negligenze, saltano anche capi struttura ancora in carica. Il DIS riferisce direttamente a Palazzo Chigi, quindi il Presidente del Consiglio deve spiegare in Parlamento come ha vigilato.
3. Livello politico e di fiducia
– Crisi di credibilità: l’intelligence vive di riservatezza. Se i dati sensibili finiscono a privati, crolla la fiducia di alleati NATO/UE nello scambio informativo. Già successo con scandali simili in USA e Francia: per mesi i partner tagliano l’Italia fuori dai dossier.
– Uso politico dei dossier: il rischio percepito è che gli apparati schedino oppositori, giornalisti, magistrati. Se confermato, il tema diventa centrale in campagna elettorale e alimenta la richiesta di una commissione d’inchiesta.
– Impatto economico: Cerved Group Spa, di cui Del Deo è presidente, lavora su dati e rating. Un’indagine per dossieraggio fa crollare la reputazione e può bloccare contratti pubblici.
Cosa succede subito dopo
1. Misure cautelari: se il GIP ritiene fondato il pericolo di inquinamento prove, scattano perquisizioni, sequestri di server, interdittive.
2. Commissariamento: il Governo può commissariare parti del comparto per “bonificare” le procedure.
3. Legge: il Parlamento di solito reagisce con una stretta normativa. Dopo il caso Telecom-Sismi del 2006 arrivò la legge 124/2007 che riformò tutta l’intelligence.
Quindi: se le accuse reggono, non finisce con un processo a 2 persone. Si apre una revisione dell’intero sistema di sicurezza nazionale, con danni reputazionali che durano anni.









