
Capi di Stato o meglio attori di varietà che credono di interpretare quel ruolo, affollano le scene con ogni variazione sul tema. Non è semplice trovare un incentivo che li contenga nel loro luogo dedicato, non un podio da Primo Cittadino del Paese, bensì un palco da avanspettacolo, qualunque esso sia. L’Italia, grazie anche allo stellone che, per convinzione popolare, l’assiste, da qualche tempo sta mettendo nel baule delle “cose da conservare con riguardo”, alcuni risultati di un certo rilievo. Per essere precisi, quell’aiuto di pura sorte dello stellone, fu corroborato all’epoca dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi .Lo stesso, alla scadenza del mandato presidenziale di Sergio Mattarella, lo invitò a rimanere al suo posto per un altro settennato. Sostituendo i suoi programmi per il dopo pensionamento, il Primo Cittadino d’ Italia prese per la coda la ragion di stato ( era già in corso il suo trasferimento dal Quirinale ) per accettare il rinnovo della carica. Da quel momento in poi sono accaduti tanti fatti, a livello nazionale e internazionale, che hanno richiesto specificamente il suo coinvolgimento. Riavvolgendo velocemente il nastro per tornare al momento attuale, é sotto gli occhi di tutti la sua forte preoccupazione per quanto sta accadendo in Europa a nord est, in Ucraina e nel Medioriente, a partire dalla Striscia di Gaza. Pur facendo tutto ciò che è in suo potere fare, sta continuando a espletare il Suo incarico di nocchiero della Nazione, senza perdere mai di vista l’impegno del Paese nella UE. In questi giorni Mattarella è in Asia Centrale, in visita di stato in Azerbajan e Kazhakistan. A colloquio con i suoi omologhi, non ha mancato di ricordare che, oltre ai rapporti commerciali che legano quelle realtà geopolitiche all’ Italia, si compiaceva dei rapporti culturali, non meno importanti, oramai istituzionalizzati. Diverse sono le università italiane che hanno stabilito relazioni continuative con gli atenei di quei paesi. Gli stessi che guardano con interesse crescente gli sviluppi della UE, avendo da tempo programmato che il corridoio d’ingresso dovrà essere proprio quello che passa per Roma e arriva a Bruxelles. Tutto quanto appena riportato ha la pretesa di sottolineare che, al netto di inutili sensazionalismi, oltre alla Casa Bianca, al Cremlino e tanti altri edifici del genere a seguire, anche il Quirinale sta giocando il suo importante ruolo nel cambiamento epocale di alcune parti del mondo. Sempre che chi non pesca nel torbido, non ne sia già convinto e quindi deve solo essere persuaso a non remare contro.









