giovedì, Settembre 10, 2026
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Stato di Emergenza: firmarlo ora per salvare vite

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Non è una richiesta di favore. È una richiesta di buon senso.

Oggi nel territorio di Pozzuoli ci sono 3000 sfollati. Tremila persone che non dormono più a casa propria, vivono tra alberghi, palestre, e case di parenti, con una valigia pronta e l’ansia di non sapere quando torneranno a una vita normale.
Nel 2024 gli sfollati erano già 1500, nel 2025 se ne sono aggiunti altri, centinaia, e il numero continua a salire.

Il problema più grave però non è solo chi è già fuori casa.
Il problema sono le persone che rischiano ancora dentro le proprie abitazioni.

Sulla carta molte case risultano “agibili”. C’è un timbro, una firma, un documento che dice che si può stare.
Ma la natura non legge i documenti. La natura non rispetta le carte bollate.

Lo ha dimostrato la tragedia del 31 luglio. Una scossa è bastata a trasformare strade e case in macerie. In poche ore si è capito che “agibile” non voleva dire “sicuro”, si è capito troppo tardi.

Oggi la situazione si ripete, in molti edifici ci sono crepe profonde, muri lesionati, strutture indebolite, le persone ci vivono dentro perché non hanno alternative, perché gli è stato detto “per il momento va bene”.
Ma “per il momento” non è una garanzia quando si parla di terremoti.

Aspettare la prossima scossa per verificare se le perizie avevano ragione significa giocare con la vita delle persone.
Aspettare un’altra tragedia come quella del 31 luglio per intervenire significa arrivare quando è già troppo tardi.

Per questo serve firmare subito lo Stato di Emergenza.

Serve per sbloccare risorse immediate e farle arrivare dove servono davvero.
Serve per mettere in sicurezza chi è ancora in pericolo dentro case vulnerabili.
Serve per dare risposte concrete ai 3000 sfollati di oggi, ai 1500 del 2024 e alle centinaia del 2025 che ancora aspettano aiuti.

Lo Stato di Emergenza non è burocrazia. È protezione civile. È il modo per dire che le istituzioni scelgono di prevenire invece di rincorrere l’emergenza.

Non si può chiedere alla gente di avere fiducia in un documento mentre ha paura del soffitto che ha sopra la testa.

Firmare ora significa evitare di dover piangere dopo.
Prima che sia la terra, e non le istituzioni, a decidere per tutti.

Antonietta Cacace

 

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