
CRANS-MONTANA (SVIZZERA) – Quello che doveva essere il paradiso bianco del jet set internazionale si sta trasformando in un baratro finanziario e giuridico senza precedenti. A dieci giorni dalla strage del bar “Le Constellation”, costata la vita a 40 persone (tra cui sei italiani) e il ferimento di altre 116, l’attenzione si sposta dalle macerie alle aule di tribunale. E nel mirino, ora, c’è direttamente l’amministrazione comunale. A far precipitare la situazione è stata la clamorosa ammissione del sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Durante una conferenza stampa fiume, il primo cittadino ha confermato un dato agghiacciante: la struttura del Constellation non subiva ispezioni di sicurezza antincendio dal 2020. Per cinque anni, il locale che nel frattempo era stato oggetto di lavori di ampliamento non autorizzati e rivestito con schiuma fonoassorbente altamente infiammabile – è sfuggito a ogni controllo ufficiale.
“Ci assumiamo le nostre responsabilità”, ha dichiarato Féraud. Un’affermazione che, per gli avvocati delle vittime, suona come una firma su un assegno in bianco.
Il rischio “Default” tecnico. Secondo gli esperti legali, la configurazione di una “omissione di vigilanza sistematica” espone il Comune a una responsabilità civile sussidiaria di proporzioni catastrofiche. Se i proprietari del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric (attualmente indagati), non dovessero avere la capienza finanziaria per coprire i danni e le assicurazioni svizzere già minacciano di non pagare per “grave negligenza” sarà l’ente pubblico a dover rispondere.
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Il calcolo dei danni: Con 40 vittime (molte delle quali minorenni) e oltre 100 feriti, alcuni dei quali necessitano di cure a vita per ustioni devastanti, le proiezioni dei risarcimenti oscillano tra i 200 e i 400 milioni di franchi svizzeri.
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Bilancio comunale: Una cifra del genere rappresenta quasi tre volte il bilancio annuale della municipalità.
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Lo spettro del fallimento: Senza un intervento straordinario del Canton Vallese o della Confederazione, il Comune rischierebbe il default tecnico, con il conseguente blocco dei servizi essenziali e un innalzamento insostenibile della pressione fiscale locale.
Mentre il 9 gennaio è stato dichiarato lutto nazionale in Svizzera, la diplomazia è già al lavoro. Molte delle vittime sono straniere (italiani, francesi, rumeni e portoghesi) e i legali delle famiglie puntano a un’azione coordinata. L’avvocato vallesano Sébastien Fanti, che assiste diverse parti lese, è stato durissimo: “Non è stata una fatalità. È stato un fallimento sistemico dello Stato nella protezione dei cittadini”. Nel frattempo, l’inchiesta penale prosegue per omicidio colposo e incendio colposo. Al centro del fascicolo, l’uso di fontane pirotecniche al chiuso che avrebbero innescato il “flashover” nel soffitto del seminterrato, trasformando il bar in una trappola mortale in meno di due minuti.
I numeri della tragedia
| Voce | Dettaglio |
| Vittime accertate | 40 (di cui 6 italiani) |
| Feriti | 116 (molti in gravi condizioni) |
| Stima risarcimenti | 100-400 milioni di CHF |
| Ultima ispezione | Anno 2020 |







