È stato ritenuto capace di intendere e di volere Pasquale Punzo, l’uomo accusato della brutale strage avvenuta lo scorso aprile a Ercolano, in provincia di Napoli, nella quale persero la vita due persone. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica disposta dal giudice per le indagini preliminari, che ha confermato l’idoneità dell’indagato a partecipare consapevolmente al processo. Punzo, attualmente detenuto in regime di custodia cautelare, resterà in carcere in attesa del dibattimento.
La vicenda risale alla notte tra il 25 e il 26 aprile, quando due uomini, Luigi Borrelli e Mario De Vita, furono assassinati a colpi di arma da fuoco nei pressi di un’abitazione privata. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, Punzo avrebbe agito con estrema lucidità, armato di una pistola regolarmente detenuta, colpendo a morte le due vittime in un contesto che inizialmente era apparso confuso, ma che con il passare dei giorni ha assunto contorni sempre più definiti.
Determinante per la ricostruzione dei fatti è stata la testimonianza di alcuni vicini, oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Dalle immagini è emerso un comportamento coerente e privo di segni evidenti di alterazione psichica. Proprio per questo motivo, la difesa aveva chiesto una perizia psichiatrica per accertare l’eventuale presenza di patologie mentali tali da escludere o attenuare la responsabilità penale dell’indagato. Tuttavia, la perizia, eseguita da uno psichiatra nominato dal Tribunale, ha escluso qualsiasi forma di infermità mentale: Punzo era perfettamente cosciente delle proprie azioni al momento del fatto.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo aveva fornito una versione dei fatti confusa, parlando di minacce subite e di un clima di paura che lo avrebbe spinto a compiere il gesto. Ma tali dichiarazioni non sono bastate a convincere gli inquirenti. La Procura ha contestato a Punzo il duplice omicidio aggravato dalla premeditazione, e ora, alla luce della conferma della sua capacità mentale, si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio.
L’intera comunità di Ercolano resta profondamente scossa dalla tragedia. Il sindaco Ciro Buonajuto, in una nota, ha espresso il dolore della città per una vicenda che ha colpito nel profondo il tessuto sociale del territorio: “La violenza che ha spezzato due vite deve trovare una risposta ferma e giusta da parte delle istituzioni. Ci stringiamo alle famiglie delle vittime e confidiamo nella giustizia”.
Nel frattempo, proseguono le indagini per chiarire tutti i dettagli dell’episodio, compresi eventuali moventi personali o collegamenti con contesti di tensione familiare o economica. L’arma del delitto, rinvenuta nei pressi dell’abitazione di Punzo, è stata sottoposta ad accertamenti balistici che hanno confermato la compatibilità con i colpi esplosi durante l’omicidio.
Il processo, che si preannuncia complesso e mediaticamente molto seguito, potrebbe avere inizio entro la fine dell’estate. La decisione del giudice sulla perizia psichiatrica rappresenta una tappa fondamentale per l’accertamento della verità giudiziaria, ponendo fine alle ipotesi di infermità mentale e rafforzando l’impianto accusatorio dell’accusa.









