di Domenico Camodeca
Una risposta articolata e strutturata alla crescente percezione di insicurezza. È questa la linea che emerge dalla bozza del nuovo pacchetto sicurezza messo a punto dal Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e il contrasto a aggressioni, rapine e fenomeni di criminalità che hanno segnato le ultime settimane. Il governo guidato da Giorgia Meloni prepara così una stretta normativa che interviene su più fronti: ordine pubblico, stazioni ferroviarie, immigrazione e tutela delle categorie più esposte.
Più poteri ai Prefetti e zone rosse mirate
Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda le cosiddette zone rosse. La bozza attribuisce al Prefetto la facoltà di individuare aree urbane caratterizzate da episodi gravi e ripetuti di illegalità. In questi perimetri sarebbe vietata la permanenza di soggetti già segnalati all’Autorità giudiziaria per specifici reati, con la possibilità di disporne l’allontanamento immediato. Una misura che punta a rafforzare il presidio del territorio e a ridurre il rischio di recidiva nelle zone considerate più sensibili.

Sicurezza rafforzata nelle stazioni ferroviarie
Ampio spazio è dedicato alla tutela delle stazioni ferroviarie, ritenute snodi strategici e spesso teatro di episodi di violenza. Il Viminale valuta l’istituzione di un fondo da 50 milioni di euro per il 2026, destinato a finanziare accordi di collaborazione tra Interno, Mit e Gruppo FS. Le risorse servirebbero a potenziare i controlli, migliorare la vigilanza e innalzare complessivamente i livelli di sicurezza. È inoltre prevista la possibilità per le Forze di polizia di stipulare convenzioni con i gestori ferroviari per accedere alle banche dati sul traffico di passeggeri e merci, rafforzando così il monitoraggio della rete.
Nuovi reati e tutele per i giornalisti
Nel pacchetto trova spazio anche una proposta di inasprimento delle sanzioni penali. In particolare, si ipotizza l’introduzione di un illecito penale per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine e si dà alla fuga con modalità pericolose per la pubblica e privata incolumità. In questi casi la pena potrebbe andare dalla reclusione da sei mesi a cinque anni. Allo stesso tempo si valuta una nuova circostanza aggravante comune per i delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale quando commessi ai danni di giornalisti iscritti all’Albo o ai registri, durante l’esercizio delle loro funzioni.

Immigrazione, espulsioni e rimpatri più rapidi
Un capitolo rilevante è dedicato all’immigrazione, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficaci le espulsioni. La bozza introduce una modifica significativa: se uno straniero viene rintracciato dopo aver violato un secondo ordine questorile, non si procede con un nuovo provvedimento, ma si dà esecuzione a quello già emesso, salvo l’emergere di nuove condizioni personali meritevoli di valutazione. È inoltre prevista l’abrogazione della norma che consente il gratuito patrocinio automatico, senza verifica reddituale, nella fase giurisdizionale contro l’espulsione dei cittadini di Paesi extra Ue.
Sul fronte dei rimpatri, anche in coerenza con il Patto europeo su migrazione e asilo, il Ministero dell’Interno potrebbe essere autorizzato a una spesa complessiva superiore agli 8 milioni di euro per il triennio 2026-2028. Parallelamente verrebbe rafforzata la rete delle strutture per l’accoglienza e il trattenimento dei cittadini stranieri, con la possibilità per il Viminale di operare, fino al 31 dicembre 2028, in deroga a parte della normativa vigente, avvalendosi anche della vigilanza collaborativa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Un pacchetto ampio e trasversale che delinea una strategia di sicurezza fondata su prevenzione, controllo del territorio e maggiore incisività degli strumenti normativi.









