Dove la geopolitica si fa in diretta e la logica resta in zona neutrale
8 settembre 2025. Mentre Trump riceve i leader europei a Washington per discutere di Ucraina, Gaza e nuove sanzioni, in Italia si combatte un altro tipo di guerra: quella delle opinioni. Su La7, Tagadà torna in onda con Tiziana Panella al timone e un parterre di ospiti che sembrano usciti da un casting per “Diplomazia: il Musical”.
Tra i partecipanti, dell’onorevole Sala ,Castelloni Natalie Tocci e Francesco Giubileo presenta con il piglio di chi ha letto il dossier sbagliato ma lo difende comunque con ardore. L’onorevole Sala, invece, si lancia in un’analisi geopolitica che parte da Kiev e finisce a Cinisello Balsamo, passando per un riferimento al G7 del 2019 che nessuno ha chiesto.
Accanto a loro, Natalie Tocci, con il dono dell’interruzione strategica, e Francesco Giubileo,che tenta invano di spiegare la differenza tra “conflitto” e “crisi diplomatica” mentre gli altri lo scambiano per un meteorologo.
Il tema centrale è la guerra, ma il tono è da sitcom: si parla di missili come fossero gossip, di trattati come fossero tweet, e di diplomazia come fosse una rubrica di cucina. “Serve una ricetta per la pace”, dice Mastellone. “Sì, ma senza ingredienti russi”, ribatte Sala.
Natalie propone un embargo sulle metafore, mentre Giubileo suggerisce di sostituire le armi con podcast settimanali. Panella, nel frattempo, cerca di mantenere l’ordine con lo sguardo di chi ha moderato più risse verbali che tavole rotonde.
Il pubblico da casa, armato di sarcasmo e telecomando, assiste a una puntata che sembra scritta da Kafka e diretta da Crozza. E mentre i leader mondiali si stringono la mano a Washington, in Italia ci si stringe il telecomando sperando che almeno il prossimo ospite abbia letto qualcosa prima di parlare.









