Prosegue senza sosta lo sciame sismico che da giorni sta interessando la provincia di Reggio Calabria, con una sequenza di eventi che continua a tenere alta l’attenzione dei residenti. Secondo i dati dell’INGV, fino a questo momento sono stati registrati 43 terremoti, concentrati soprattutto nell’area di Cardeto, alle porte dell’Aspromonte. La sequenza è iniziata nella serata dell’11 dicembre e non accenna a esaurirsi.
L’ultima scossa, in ordine di tempo, è stata rilevata oggi, 14 dicembre, alle 05:52, con una magnitudo 2.5. Nel complesso, gli eventi sismici hanno mostrato magnitudo comprese tra 1.0 e 2.8, con ipocentri variabili tra 9 e 16 chilometri di profondità, un dato che spiega perché diverse scosse siano state percepite, seppur in modo lieve, dalla popolazione.
La scossa più forte e l’area coinvolta
Il sisma più significativo resta quello avvenuto ieri alle 04:43, con magnitudo ML 2.8, ipocentro a 14 chilometri di profondità ed epicentro localizzato circa 4 chilometri a nord di Cardeto. Proprio questo evento, insieme ad altre scosse con magnitudo superiore a 2, è stato avvertito in maniera chiara ma non preoccupante anche nei Comuni limitrofi.
Le vibrazioni sono state segnalate a Sant’Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte, Laganadi, Calanna e nella stessa Reggio Calabria, confermando come l’area interessata dallo sciame abbia un’estensione territoriale più ampia rispetto al solo epicentro.
Nessun danno, ma attenzione alta
Al momento, non si registrano danni a persone o cose. Le autorità e gli enti di monitoraggio continuano a seguire l’evoluzione della sequenza, che rientra nella normale attività sismica di un territorio storicamente sensibile come quello calabrese.
Lo sciame resta sotto osservazione, mentre la popolazione convive con una serie di scosse di bassa magnitudo che, pur non causando conseguenze materiali, alimentano comprensibile apprensione e mantengono alta l’attenzione su una zona da sempre abituata a fare i conti con la sismicità.








