Si e svolta, nel suggestivo Santuario della Madonna dei Lattani, fondato da San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca nel 1430, a Roccamonfina (CE), la compagnia teatrale La Voce di Ipazia ha messo in scena, in controtendenza con le “normali” programmazioni degli eventi che si alternano in questo periodo di vacanze estive, la pièce Tre Fili d’Anima, fortemente voluta dalla compagnia I figli di Tanì e da Giuseppe Costantino.
In uno spazio senza luogo e senza tempo tre donne sono in attesa, forse. Non si conoscono, forse. Si raccontano, si conoscono. Non sanno nemmeno perché siano lì o cosa stiano aspettando, Giulia, Filomena e Beatrice, tre donne come tante, come tutte. Tre vite e tre storie che sono tutte le storie. Ogni loro parola, ogni loro gesto, ogni loro respiro svela la loro storia d’amore, forse. Ma cos’è stato quell’amore? Un incubo? Dove le ha condotte? Tutto accade in una notte, in una notte che dell’amore non ha conosciuto il significato.
Lo spettacolo teatrale, sulla violenza di genere, diretto da Armando Fusco, che debuttò lo scorso anno, grazie al Centro per l’impiego di Teano e alla sua responsabile, dr.ssa Letizia Tari, in collaborazione con il Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci di Vairano Patenora (Ce) presso il Teatro di Corte di Palazzo Reale di Napoli, già allora riscosse un dirompente successo di pubblico e di critica grazie alla grande intensità interpretativa delle attrici Ludovica del Sesto, Maria Vittoria Sassi, Emilia Martuccelli; con le lettrici Annachiara Pelosi e Giusi Iadarola, che ricopre anche il ruolo di aiuto regista.
Liberamente ispirato a storie vere, rielaborate sui testi “Le notti bianche” di Mary Griffo e “Al tramonto di una notte bianca”, AA.VV. questo nuovo progetto si sviluppa come un racconto a più voci, intrecciando le storie, le sofferenze, di tre donne che, pur provenendo da contesti diversi, condividono esperienze di violenza, silenzio, sopravvivenza e riscatto. Attraverso un linguaggio scenico essenziale, lo spettatore percorre un viaggio intimo ed emotivo, toccando temi quanto mai attuali e universali. L’opera è pensata non solo come spettacolo teatrale, ma come momento di riflessione e condivisione pubblica, capace di scuotere coscienze e promuovere un dialogo necessario su temi spesso relegati ai margini del discorso sociale. Attraverso la forza evocativa del teatro, “Tre Fili d’Anima” diventa un atto poetico e politico insieme, capace di dare spazio a quelle voci che troppo spesso restano inascoltate. Gli spettacoli che trattano il tema del femminicidio, purtroppo, tendono ad essere più presenti durante il periodo della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre. Questo fenomeno è legato alla maggiore attenzione mediatica e alla mobilitazione di iniziative di sensibilizzazione in quella specifica data. Tuttavia, è importante ricordare che il femminicidio è un problema che riguarda ogni momento dell’anno e che la violenza contro le donne non dovrebbe essere relegata a un singolo giorno di commemorazione, ma piuttosto affrontata quotidianamente attraverso azioni concrete e campagne di prevenzione. Risale solo a due giorni fa l’atroce ennesimo femminicidio avvenuto a Poggioridenti un piccolo comune in provincia di Sondrio, ai danni di Emilia Nobili; una donna che aveva riaccolto in casa, fiduciosa, il marito, nonostante una condanna per maltrattamenti.
















