È una scia di sangue che attraversa le colline dell’Astigiano e si ferma a Cossombrato dove un uomo di 59 anni, Astrit Koni, uccide l’ex moglie e il suo nuovo compagno e poi, due giorni dopo, si suicida lasciando un biglietto con poche parole “Scusa per tutto”, una frase che non spiega, non attenua, non restituisce le vite spezzate ma diventa l’ultimo atto di una vicenda che gli inquirenti stanno ricostruendo nei dettagli, la sequenza si consuma in un contesto domestico, un conflitto che deflagra in omicidio, colpi esplosi a distanza ravvicinata secondo le prime ricostruzioni, l’ex coniuge e l’uomo che le era accanto vengono raggiunti e uccisi, la scena è immediatamente cristallizzata dai carabinieri, rilievi balistici, repertazione, acquisizione di testimonianze, mentre scatta la caccia all’uomo, pattuglie sul territorio, posti di blocco, coordinamento investigativo serrato, la comunità resta sospesa tra paura e incredulità, due giorni di ricerche, poi il ritrovamento del corpo del 59enne, si è tolto la vita, accanto un biglietto essenziale, nessuna ricostruzione articolata, nessuna ammissione analitica, solo una richiesta di scuse generica che non chiarisce il movente, gli investigatori lavorano sul pregresso relazionale, sulle dinamiche di separazione, su eventuali segnali di conflittualità, su possibili minacce precedenti, l’ipotesi prevalente è quella di un gesto maturato in un contesto di tensione personale, un’escalation culminata in un duplice omicidio e in un suicidio che chiude il cerchio senza aprire spiegazioni definitive, la procura procede con gli accertamenti tecnici, autopsie, analisi dell’arma utilizzata, verifica di eventuali comunicazioni precedenti ai fatti, il quadro è quello di una tragedia familiare che si trasforma in fatto di sangue con un impatto devastante su una comunità piccola, dove tutti si conoscono e ogni notizia corre veloce, il biglietto “Scusa per tutto” diventa elemento investigativo ma anche simbolico, un frammento che racconta un crollo individuale ma non restituisce le responsabilità, la cronaca si intreccia con il tema più ampio della violenza nelle relazioni affettive, delle difficoltà di gestione delle separazioni conflittuali, della prevenzione, mentre le forze dell’ordine ricostruiscono gli ultimi movimenti dell’uomo, le ore precedenti e successive agli omicidi, eventuali contatti, spostamenti, la dinamica esatta dell’azione omicidiaria, la sequenza temporale, ogni dettaglio serve a chiudere formalmente un’indagine che sul piano umano resta aperta, due vittime, un autore che decide di sottrarsi al processo e alla giustizia terrena, un territorio che si ritrova a fare i conti con una tragedia improvvisa, consumata in poche ore e cristallizzata in un biglietto di poche parole, mentre la macchina giudiziaria completa gli accertamenti e la comunità di Cossombrato prova a metabolizzare un evento che ha infranto equilibri privati e collettivi, lasciando dietro di sé solo silenzio, domande e una firma sotto una frase che non basta a spiegare l’irreparabile.









