Donald Trump ha firmato questa mattina lo storico accordo di pace per Gaza, ponendo fine a una delle crisi più lunghe e sanguinose della regione. La cerimonia si è svolta a Sharm el Sheik, alla presenza del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del premier del Qatar, mediatori chiave dell’intesa. L’accordo è stato annunciato poche ore prima del rilascio dei 20 ostaggi israeliani ancora in vita, detenuti da Hamas dal 7 ottobre 2023. I primi sette sono stati liberati alle 7.00 ora italiana e consegnati all’Idf tramite la Croce Rossa. Gli altri 13 hanno riabbracciato la libertà due ore dopo. Parallelamente è cominciata la restituzione delle salme degli ostaggi deceduti.
In Piazza degli ostaggi a Tel Aviv, gremita da migliaia di persone, la liberazione è stata seguita in diretta con lacrime, abbracci e canti. Dopo 738 giorni, non ci sono più prigionieri nelle mani di Hamas.
“Oggi è un giorno di profonda gioia, di fede rinnovata e di speranza crescente. Le armi tacciono e il sole sorge su una Terra Santa finalmente in pace. È l’alba storica di un nuovo Medio Oriente”, ha dichiarato Trump nel suo discorso alla Knesset, accolto da un lungo applauso.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato pubblicamente l’ex presidente Usa: “A nome di tutta la nazione, la ringrazio per aver riportato a casa i nostri ostaggi. Oggi Israele respira di nuovo”.
L’accordo, frutto di una lunga e delicata mediazione internazionale, prevede il cessate il fuoco permanente, il disarmo graduale dei gruppi armati nella Striscia e l’avvio di un nuovo piano di ricostruzione sostenuto da una coalizione di Paesi arabi e occidentali.
Con questa firma, Sharm el Sheik entra nella storia come simbolo di una pace che fino a ieri sembrava impossibile.









