Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo alla Casa Bianca che vieta alle ragazze e alle donne transgender di competere in squadre sportive femminili. Circondato da decine di adolescenti, Trump ha presentato il provvedimento come una misura per “difendere le atlete” e preservare l’equità negli sport femminili. L’ordine, intitolato “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili“, stabilisce che il Titolo IX – la legge federale che vieta la discriminazione sessuale nelle scuole – venga interpretato in modo da escludere le donne transgender dagli sport femminili. Le atlete trans potranno invece competere in squadre maschili o miste. Chi non rispetterà il nuovo regolamento rischia di perdere i finanziamenti federali e di affrontare azioni legali.
L’ordine esecutivo, inoltre, potrebbe impedire alle atlete transgender di entrare negli Stati Uniti per competere nelle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Funzionari federali saranno incaricati di avviare indagini per frode nei confronti delle donne transgender che richiederanno un visto per gareggiare in competizioni femminili. Durante la presentazione del provvedimento, Trump ha citato alcuni casi controversi, tra cui quello della pugile algerina Imane Khelif, vincitrice dell’oro olimpico nel 2024, e della pugile taiwanese Lin Yu Tina, sostenendo – erroneamente – che fossero transgender. Le sue dichiarazioni hanno suscitato polemiche, con accuse di disinformazione e di attacco ai diritti delle persone transgender.
Le reazioni all’ordine esecutivo non si sono fatte attendere. Attivisti per i diritti LGBTQ+ e organizzazioni sportive hanno definito il provvedimento discriminatorio e lesivo dei diritti delle atlete transgender, mentre sostenitori della misura la vedono come una tutela della competizione sportiva femminile. Il dibattito resta acceso, e si prospettano battaglie legali contro la nuova direttiva.









