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Tumore al seno, minori ricadute con dieta mediterranea, camminata di 30 minuti e vitamina D

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Tumore al seno, minori ricadute con dieta mediterranea, camminata di 30 minuti e vitamina D
Uno stile di vita sano può avere un ruolo importante nel ridurre il rischio di recidive nel tumore al seno. È quanto emerge da uno studio italiano presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology di Chicago, uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti al mondo in ambito oncologico.
La ricerca evidenzia come l’adozione di alcune abitudini quotidiane possa incidere positivamente sull’evoluzione della malattia nelle pazienti già sottoposte a cure. In particolare, seguire una Mediterranean diet, praticare una camminata di almeno 30 minuti al giorno e garantire livelli adeguati di Vitamin D sarebbero elementi associati a una minore probabilità di ricaduta.
Secondo gli studiosi, non si tratta di sostituire le terapie oncologiche tradizionali, ma di affiancarle con interventi sullo stile di vita in grado di migliorare la risposta complessiva dell’organismo. L’attività fisica moderata e costante, come la semplice camminata quotidiana, contribuisce a mantenere un peso corporeo adeguato, migliorare il metabolismo e ridurre alcuni fattori infiammatori che possono influire sulla progressione della malattia.
La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, olio d’oliva e pesce, viene invece confermata ancora una volta come modello alimentare associato a numerosi benefici per la salute. Nel contesto oncologico, gli esperti sottolineano come questo tipo di alimentazione possa aiutare a rafforzare l’organismo durante e dopo i trattamenti, contribuendo a migliorare la qualità della vita delle pazienti.
Un altro elemento centrale dello studio riguarda la vitamina D, spesso carente in molte persone. Livelli adeguati di questa vitamina sono stati associati a un migliore equilibrio del sistema immunitario e, secondo i dati presentati, potrebbero avere un ruolo nel ridurre il rischio di recidiva, anche se gli studiosi invitano alla prudenza e sottolineano la necessità di ulteriori conferme scientifiche.
Il lavoro presentato ad ASCO si inserisce in un filone di ricerca sempre più orientato a considerare il paziente in modo globale, non solo dal punto di vista farmacologico ma anche attraverso fattori ambientali e comportamentali. L’obiettivo è quello di costruire percorsi terapeutici più completi, in cui la prevenzione secondaria e la gestione dello stile di vita diventino parte integrante delle cure.
Gli autori dello studio sottolineano infatti che intervenire su alimentazione e attività fisica può rappresentare un supporto concreto alle terapie oncologiche, senza mai sostituirle, ma affiancandole in modo sinergico. Un approccio che, secondo i ricercatori, potrebbe in futuro contribuire a migliorare ulteriormente le prospettive di sopravvivenza e benessere delle pazienti affette da tumore al seno.

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