
Per dare una svolta drastica all’andamento delle ostilità in corso in tutto il mondo, non è fuori di ogni logica immaginare la convocazione, cominciando dai paesi UE, di un Congresso. Dovrebbe essere del tipo di quello che si svolse a Vienna all’inizio del XVIII secolo. Durò circa un anno e affrontò come argomento principale la definizione dei nuovi confini dei paesi europei alla fine dei vari conflitti che avevano stravolto quelli esistenti. Il tempo impiegato in quella convention ante litteram, ripetendo, un anno, fu ben ripagato da stabilità e costruttività che ne seguirono, per un tempo non breve. Una visione corretta e quindi adatta a risolvere problemi di quel genere, le “guerre senza quartiere”, potra risultare valida usando un’ottica del genere accennato. Fuori cioè della discrezionalità dei Governi di ogni singolo paese. Ben diversamente si stanno comportando alcune importanti istituzioni non politiche, comunque dello stesso peso,
importanti anche in senso strategico, sebbene non militare. La citazione va ai contenuti della prolusione tenuta ieri dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione dell’apertura dell’ anno accademico dell’ Universitá di Messina.Di seguito alcuni dei passi salienti di quella vera e propria lezione di Economia Politica. Il Numero Uno di Palazzo Koch è partito dalla constatatazione che l’aereo Italia rulla a balzelloni e stenta a decollare. Non cosi quello Germania che, dopo due anni di sosta per revisioni, stà tornando oltre le nubi con accresciuta potenza, per quanto senza, per ora, permettere…voli pindarici. Il riavvio della locomotiva tedesca deve molto a un fattore che Il Governatore Panetta ieri ha messo sotto gli occhi dei partecipanti alla sua comunicazione: la qualita degli studi, soprattutto quelli universitari. Gli stessi che stanno permettendo ai neolaureati in quel paese di entrare nel mondo del lavoro locale con una remunerazione superiore a quella italiana di circa l’80 %. È evidente che, da sola, questa strategia non potrá bastare a risollevare lo stato di fatto del Paese: i danni, enormi, sono derivati, tra gli altri fattori, specialmente dalla gestione della lotta alla pandemia da COVID e non è necessario rifarne l’ elenco. Resta solo l’ imperativo categorico di realizzare ciascuno quanto gli è stato affidato e di farlo predisponendosi con animo positivo. Nel maroso ancora attivo in tutta la UE, il refolo di un po’ di positività non può che giovare alla causa.









