
Per chi cerca di restare al corrente di altri avvenimenti in Italia e nel mondo oltre le guerre – ben 56 ! – che fanno da fuoco per i mezzi dell’informazione, è difficile che riesca nel suo proposito.
Eppure fatti che dovrebbero essere pur monitorati con attenzione puntuale, restano collocate colpevolmente e in versione sintetica, solo poco prima delle notizie di cronaca. Solo per doverosa precisazione, della sessantina di conflitti accennati innanzi, il numero di quanti vengono seguiti e riportati ad Horsa da parte dell’ informazione, non supera quello delle dita di una mano. Aprono l’elenco delle informazioni su “le guerre”, intendendo per esse quelle nel Nord Est d’Europa e in Medioriente; quelle sugli altri conflitti trovano spazio nella stessa misura delle “varie e eventuali” proprie degli ordini del giorno delle assemblee societarie. È sabato e si può provare a divagare su argomenti più vicini al quotidiano, quindi al ménage di tutti i giorni delle famiglie. Da qualche mese le più grandi banche del mondo hanno avuto, dove più, dove meno, motivi di divergenza con la politica dello stato o degli stati che le ospitano e le. utilizzano, in quanto, quasi nella totalità dei casi, sono istituti di emissione. Ne consegue che sono. le uniche
burattinaie che ne regolano l’emissione della valuta del luogo e il suo corso, ancor prima delle piazze finanziarie dove operano. Il paragone che può aiutare a comprendere che verso si vorrebbe che prendessero le operazioni fatte nei piani alti, può essere usata la goccia dl pioggia presa come esempio dall’ astronoma Hanks per fare intendere il collegamento che esiste tra quanto avviene in questo mondo in generale e ogni singolo avvenimento locale. La famosa astronoma fiorentina sosteneva che una goccia di pioggia che cadeva in una parte di mare determinata, sarebbe stata avvertita anche in mezzo. agli. oceani. Così nel caso dei prezzi al consumo, più che sensibili all’operato delle banche centrali – il loro aumento è stato di percentuali a doppia cifra – qualcosa è dovuta al comportamento di quelle banche, anche se la parte del leone la fa la speculazione. Una delle conclusioni che si possono. portare alla luce di quanto appena riportato, potrebbe essere che le guerre in atto stanno debilitando, oltre che distruggendo, anni di lavoro capitalizzato. Questa conclusione vuole avvertire che i passi che così fa all’indietro una nazione, equivalgono se non proprio al doppio, quasi, di quelli che la fanno progredire. L’umanità e per essa chi la coordina, deve prepararsi a gestire tale fase. E non sarà lavoro da poco.









