
L’attenzione del Mondo è monopolizzata da quanto sta accadendo in una zona che, non è facile accettarlo, nella storia come nella preistoria, è stata sempre tormentata. Tanto si è concretato, nel corso dei secoli, in modi diversi e, al momento, non si intravede, purtroppo, nessun redde rationem da parte di ciascuna delle popolazioni che là vivono e operano. Volendo avvicinarsi alle cause scatenanti di quei contrasti, per non sbagliare, sarà bene rifarsi al pensiero del Colonnello dell’ Aereonatica Militare Inglese – RAF -, Sir T.H. Lawrence, di stanza in Arabia Saudita intorno agli anni ’30. Era in quelle contrade in rappresentanza della Corona Inglese. Essa aveva in loco interessi politici e, ancora prima di tipo economico e mercantile. Le tribù locali provarono in più riprese a trovare un interesse comune da difendere facendo squadra, sotto la guida sapiente di El Awrence, l’Oriente, così era chiamato in gergo dai locali quel colonnello di Sua Maesta Britannica. Fatto sta che oggi, alla fine del primo quarto del primo secolo del terzo millennio, in quella zona, precisamente in Iran, Israele non sta lasciando letteralmente in piedi niente pur di rafforzare la sua ingerenza oltre lo stretto di Hormutz. È nota l’importanza di quel tratto di mare sulla logistica dei combustibili fossili in transito da Oriente a Occidente. Esso è pari a un terzo del totale di quanto ne viene inviato in partenza da quelle zone. Quanto ne sta conseguendo è cronaca, interpretabile a vista senza distorsioni. Con una chiosa: Nethanyau, presidente con ufficio a Tel Aviv, non doveva adoperarsi totalmente e esclusivamente per risolvere il problema di Gaza? Esiste e reclama interesse a livello planetario anche una cronaca a latere, estemporanea ma pregna di significati altrettanto espliciti quanto i fatti sottintesi. Basta pensare senza troppe riserve all’episodio di Trump, che ieri in Canada ha lasciato in tutta fretta la sua sedia al tavolo di lavoro del G7 per far ritorno a Washington. Li una serie di decisioni da prendere aspettava solo lui. Come questo, i cambi estemporanei di programma, seppure meno eclatanti, si saranno verificati insieme a numerosi altri disguidi un pò dovunque. Non sarà di certo la sola ratio che rende riprovevoli i vari e numerosi comportamenti dei belligeranti, ma che di tutte l’auri sacra fames sia tra le prime cause, se non la prima in assoluto, è difficilmente contestabile. Sarà bene percorrere a ritroso con la mente il cammino che ha fatto giungere il fuoco delle armi fin sul Trono del Pavone nella capitale Teheran. Su di esso si sono succeduti tutti gli Scha, fino alla deposizione dell”ultimo, Rheza Pahlavy, per mano dell’Ayatollah Khomeini. Questi reintrodusse con la forza una forma di Teocrazia all’antica maniera, operata soprattutto con la violenza del fanatismo religioso. È possibile, dopo aver preso buona nota di quanti equilibri delicati siano saltati dopo il primo, il sette ottobre di più di tre anni orsono, iniziare una disamina. Che la situazione stia arrivando a superare ogni altra analoga precedente è un dato di fatto. Lo sono altrettanto il numero delle vittime dirette e indirette che fin’ora si conta, nonchè la distruzione di patrimonio pubblico e privato. Giá allo stato é enorme per cui la folle escalation partita da un attentato va portata a termine. Si può rispondere che tale considerazionr è di una banalità senza limiti. Eppure contiene qualche spunto di riflessione, che forse è meglio definire tarlo. Per farlo sembrare più chiaro alla vista dei non esperti, la domanda che gli addetti ai lavori si pongono è molto simile nel contenuto a quella che era solito rivolgere Cicerone nelle arringhe ai magistrati giudicanti :”cui bono ?” ovvero chi può trarre vantaggi da una situazione del genere, ovvero delittuosa ? Si aprirebbe qui un altro capitolo di non poco conto su fatti e misfatti che, da che mondo è mondo, accompagnano il cammino dell’ Uomo. Sarà bene quindi riprendere l’argomento tra qualche giorno, dopo che la situazione si sará quanto meno stabilizzata: sarebbe da visionari pensare a una risoluzione del tipo bagliore in una notte d’estate. Questa stagione continua a arroventare tutti e tutto, come è normale che sia.
Con il sollievo che comunque, esaurito il suo potenziale di calore, cede il passo alle altre stagioni. Almeno quello…









