Dall’Ue 6,1 miliardi per la difesa. A Kiev la Coalizione dei Volenterosi. Zelensky: «Vogliamo la pace, ma non ci arrenderemo»
KIEV, 24 agosto 2026 — Nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza dall’Unione Sovietica, l’Ucraina incassa una nuova prova di sostegno da parte dell’Europa. La Commissione europea ha approvato 6,1 miliardi di euro di nuovi appalti per la difesa, destinati soprattutto a sistemi antiaerei e antimissile, missili, munizioni e radar.
A Kiev, intanto, si riunisce la Coalizione dei Volenterosi, con la presenza del presidente del Consiglio europeo António Costa e di altri leader internazionali. Il messaggio politico è chiaro: l’Europa vuole mantenere il proprio sostegno all’Ucraina anche mentre i negoziati per la pace restano in salita.
Nel discorso per l’Indipendenza, Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev vuole la pace, ma non accetterà una capitolazione né concessioni territoriali imposte dalla Russia.
Il nodo dei territori resta infatti uno degli ostacoli principali a un possibile accordo. Per l’Ucraina, la capacità di difendersi è la condizione necessaria per poter negoziare senza essere costretta ad accettare una pace dettata dalla forza.
Significativa anche la presenza del premier britannico Andy Burnham, alla sua prima visita internazionale da primo ministro. Londra ha annunciato un nuovo passo nella cooperazione con Kiev: informazioni tecniche britanniche relative ai componenti dello SCALP potranno essere utilizzate per lavorare alla futura produzione del missile in Ucraina, attraverso la collaborazione con Francia e MBDA.
È un’evoluzione importante: il sostegno occidentale non si limita più alla consegna di armi, ma punta sempre più a sviluppare direttamente in Ucraina una capacità industriale della difesa.
Mentre a Kiev si parla di pace e sicurezza, sul terreno gli attacchi non si fermano. La Russia continua a colpire il territorio ucraino, mentre Kiev ha intensificato l’impiego di droni contro obiettivi in territorio russo.
Nella regione di Krasnodar, secondo le autorità russe, un attacco di droni ha provocato vittime e danni, mentre nuovi attacchi russi sono stati segnalati in Ucraina. Il conflitto continua così a produrre vittime anche lontano dalle linee del fronte.
La giornata dell’Indipendenza mostra quanto sia cambiato il ruolo europeo nella guerra. Bruxelles e i governi nazionali non si limitano più a sostenere finanziariamente Kiev, ma stanno cercando di costruire una capacità militare e industriale destinata a durare nel tempo.
Il pacchetto da 6,1 miliardi e la collaborazione britannico-franco-ucraina sullo SCALP vanno nella stessa direzione.
Kiev vuole la pace, ma rifiuta la resa. L’Europa promette di continuare a sostenerla. E mentre la diplomazia cerca una via d’uscita, la guerra resta ancora drammaticamente aperta.









