
A metà del secolo sedicesimo, in Olanda un teologo di Rotterdam, Erasmo, mise in atto una forma di scisma all’ interno della Chiesa Cattolica, senza aggiungersi e schierarsi con Martin Lutero.Questi, un religioso dissidente anche egli nonchè suo coevo, lo aveva preceduto nella critica alla Chiesa di Roma. Una sua considerazione più che dal vivo di questi tempi. Erasmo sosteneva a spada tratta che “Gli uomini che si combattono in guerra diventano ancora più feroci di quegli animali che lo sono dalla nascita per loro stessa natura”. Al momento quanto sta accadendo avviene con la stessa atrocità del conflitto “globle” che, in sintesi, coinvolge buona parte del Medioriente. Un vecchio adagio riferibile a una situazione analoga, vuole che sui piatti della bilancia del mondo sono poggiati su uno di essi un quintale e sull’altro cento chili. Nonostante la limitazione generata dalla naturale diversità delle motivazioni dei due focolai, entrambi continuano a causare bagni di sangue che non accennano a giungere a conclusione e, malgrado ogni azione compiuta da nazioni terze centri i bersagli individuati, non si vedono risultati di rilievo. È evidente che, oltre ai motivi ufficiali, altri di altro genere ma importanti almeno quanto i primi, contribuiscono a complicare ancor più gli effetti delle azioni violente consistenti in operazioni di altro genere, altrettanto perniciose. Basta ricordare come iniziò l’attuale disastro di Israele per mano di Hamas e l’ammucchiata di mezzi da guerra al confine della Russia con l’ Ucraina. Quando dalle schermaglie si è passati ai combattimenti veri e propri, come era pressochè certo almeno per i futurologi, si è verificata l’ipotesi molto temuta dagli economisti di azienda: mentre i danni crescevano sempre più consistentemente nei paesi comunque coinvolti nel conflitto, la possibilità di creare ricchezza degli stessi andava, a velocita ancora superiore, verso il basso, in picchiata. È il fenomeno economico del “lucro cessante e del danno emergente”.
Null’altro per ora, bisognerà attendere l’anno nuovo, con l’ augurio che inizi bene. Al momento sembra che le previsioni non vadano in quel senso, però non si può escludere un rinsavimento dell’ ultima ora









