Scrivo queste righe non solo da osservatore, ma da testimone diretto. Ho avuto l’onore di seguire e collaborare sin dall’inizio con CLAUDIO DAIANO e i SANTAROSA, nella nascita e nella presentazione di questa canzone che considero un vero e proprio grido universale.
https://youtu.be/8Ry3PgiiyuU?si=jWBoPHSw6slZmz9F
IL LIBRO VIOLENTO DELLA VITA
Il brano fu presentato inedito e cantato al Gran Galà della Stampa del Festival di Sanremo 2023, in un contesto speciale che ne mise in risalto l’intensità e la profondità. In qualità di Press Agent e Management, insieme al Professore e Produttore Guido Feri – lo stesso che nel 1989/90 portò per la prima volta una vera orchestra dal vivo all’Ariston di Sanremo – abbiamo creduto fortemente nella potenza di questo messaggio.
Eppure, con amarezza, ricordiamo che la canzone non fu accettata all’edizione della Musica Italiana di Sanremo 2023. Una scelta che ancora oggi ci lascia senza risposte. Come è possibile che un brano con parole e musica di Claudio Daiano (e Pasquale Curcio) autore di pietre miliari della nostra musica italiana, non sia stato preso in considerazione?
Claudio Daiano, il poeta della musica italiana
Un autore che ha fatto la storia, Claudio Daiano appartiene a pieno titolo alla grande tradizione della musica leggera italiana.
1968 – Il successo di Caterina Caselli “Il volto della Vita”
1969 – Per MINA, la (Tigre di Cremona) “Un’ombra” e “I problemi del cuore“
1969 – Firma per i Nomadi una delle loro canzoni più amate, “Un pugno di sabbia”.
1970 – Vince il Festival di Sanremo con “Ciao cara, come stai?”, interpretata da Iva Zanicchi. (Vincitrice di ben 3 Festival)
1970 – Scrive per i Dik Dik la celebre “L’isola di Wight”, simbolo della gioventù ribelle.
1974 – Pubblica come cantautore “Io come chiunque”, un album ispirato alla poetica di Leonard Cohen.
1975 – Con Loredana Bertè regala all’Italia l’inno generazionale “Sei bellissima”, canzone entrata nell’immaginario collettivo. Un manifesto di intensità che è entrato nel DNA culturale italiano.

Il Ponte con il Teatro: La sua collaborazione e la profonda amicizia con il Maestro Nino Manfredi ne certificano la vocazione per l’arte scenica e d’autore.
“La sua penna ha attraversato epoche e generazioni, restando sempre fedele alla poesia della verità” .
Un brano che non è solo canzone, ma testimonianza
https://youtu.be/8Ry3PgiiyuU?si=Bj-ObftGuHmYXurh
IL LIBRO VIOLENTO DELLA
Questa nuova creazione di DAIANO e i SANTAROSA non è una semplice canzone, ma una testimonianza. Una narrazione che intreccia poesia e denuncia, capace di dare voce a chi non ce l’ha. Non è soltanto una amorevole e poetica canzone ma, un messaggio molto forte, virale, contro la “Violenza di Genere, una Triste Realtà” .
Un testo universale, un messaggio attuale
Il brano racconta l’esperienza del dolore e della perdita, ma lo fa con immagini universali, che accosto io col mio pensiero di oggi, di una madre che abbraccia il figlio, giocattoli abbandonati tra le macerie, una bandiera che si confonde con il cielo. Scene che richiamano inevitabilmente la tragedia di Gaza e le sofferenze del popolo palestinese, ma che al tempo stesso si fanno simbolo di ogni conflitto, di ogni innocenza violata.

Musica come memoria e responsabilità
DAIANO e i SANTAROSA scelgono consapevolmente di non cedere alla retorica, ma di usare la musica come strumento di empatia e memoria. La loro canzone diventa così un invito a non dimenticare e a trasformare il dolore in responsabilità collettiva.
Forse questa canzone non trovò ascolto a Sanremo 2023, ma oggi il suo significato risuona più forte che mai! È un grido che appartiene a tutti, un ponte tra passato e presente, un atto di memoria che ci ricorda come la MUSICA, quando è autentica, non ha tempo.
CLAUDIO DAIANO e i SANTAROSA ci consegnano una pagina di arte e di umanità: un brano che non chiede di essere solo ascoltato, ma vissuto e ricordato.
©MS MAXSTEFANY









