Cronache dall’Alta Val Seriana: dove la pietra respinge la canicola
Mentre la pianura Padana capitola sotto i colpi di un’estate torrida e le città si trasformano in gigantesche piastre radianti, esiste un recesso orobico dove il tempo e la temperatura sembrano aver stipulato un patto d’inalterabilità. Arroccato su un grumo di roccia vulcanica che taglia a mezza costa l’Alta Val Seriana, GROMO (Bergamo) non è semplicemente un rifugio termico; è un isola di pietra ardesia e ossigeno, inserita a pieno titolo tra i “Borghi più Belli d’Italia”. Qui, a quasi 700 metri di altitudine, la brezza discendente dalle Alpi Orobie si incanala tra i vicoli millenari, offrendo un refrigerio che non ha nulla di artificiale.

Camminare per GROMO, significa smarrire i contorni del presente. Il nucleo storico si sviluppa lungo una colonna vertebrale di viuzze ripide e lastricate- chiamate localmente “strecie”- che escludono tassativamente la frenesia automobilistica. I tetti delle case, coperti dalle pesanti piode grigie in pietra locale, fungono da scudo naturale contro l’irraggiamento solare, mantenendo i sottostanti passaggi in una perenne, gradevolissima penombra. Il fulcro gravitazionale del paese è Piazza Dante, un salotto d’altri tempi dove l’architettura austera sposa la freschezza monumentale. Al centro domina la cinquecentesca fontana di marmo bianco sormontata dal cigno, simbolo araldico del comune, dalle cui fauci sgorga incessantemente acqua sorgiva gelida, un toccasana per i viandanti accaldati. Sulla piazza si fronteggiano due giganti della storia locale: Il Castello Ginami (XIII secolo), abbarbicato sullo sperone roccioso più impervio, un tempo sentinella delle miniere d’argento e oggi custode di un’atmosfera magica, e il Palazzo Milesi ( XV secolo) con il suo elegante loggiato ad archi e le facciate affrescate, oggi sede del municipio.
GROMO viene soprannominata la “Piccola Toledo” delle Orbie

C’è un motivo se GROMO possiede un’eleganza così fiera, quasi distaccata rispetto ad altri insediamenti rurali. Nel XV secolo, sotto la dominazione della Repubblica di Venezia, questo borgo era conosciuto in tutta Europa come la “Piccola Toledo”. Nelle fucine che costeggiavano il torrente Goglio e iol fiume Serio, i mastri ferrai lavoravano il ferro estratto dalle viscere della montagna per forgiare armi bianche- spade, pugnali, alabarde e corazze- destinate agli eserciti di mezzo continente. Oggi quella straordinaria epopea metallurgica è cristallizzata all’interno del MAP (Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene), ospitato proprio nelle sale affrescate di Palazzo Milesi. Tra lame affiliate come rasoi e documenti d’archivio scampati alla terribile alluvione del 1666 (che decretò la fine dell’industria bellica locale), si comprende come la ricchezza del passato abbia plasmato la pietra del presente.

Sulle pareti del museo, rari dipinti del ‘500 mostrano mercanti in abiti d’epoca intenti a negoziare scudi e spadoni, una testimonianza visiva unica di quando l’economia globale passava da queste montagne. Se l’ombra delle “strecie” non fosse sufficiente, basta alzare lo sguardo per trovare la via di fuga definitiva verso la quota. Salendo di pochi chilometri si raggiungono gli Spiazzi di Gromo (1200 metri), una cattedrale verde di abeti bianchi e rossi dove l’aria si fa frizzante anche a mezzogiorno. La fitta foresta ospita percorsi di trekking rigeneranti che si snodano verso la Val Sedornia o verso le vette del Parco delle Orobie, oltre a un rinomato Parco Avventura sospeso tra le chiome degli alberi.

Una sosta a GROMO, tuttavia, non sarebbe completa senza aver assecondato il palato con la robusta gastronomia seriana, capace di ritemprare lo spirito dopo una camminata. Qui si trovano diverse specialità culinarie del posto come: “Cassoncelli alla Bergamasca”; “Formaggella della Val Seriana”; “La Maiasa” ( torta rustica tradizionale),ecc.

GROMO si rivela così una medicina naturale contro la calura: un luogo dove il refrigerio non si misura solo in gradi centigradi in meno sul termometro, ma nella lentezza ritrovata dei passi sulla pietra viva. Se la Val Seriana avesse un cuore di pietra e un’anima d’acciaio, questo sarebbe sicuramente GROMO: un gioiello incastonato nella roccia, fiero della sua storia e intramontabile nella sua bellezza!









