
È paragonabile a una suonata a orecchio e in America, a memoria d’uomo, non si ricordano episodi dello stesso genere, anche se con lo spirito del tempo.
Mudk, uscito dalla Casa Bianca perchè invitato a farlo dal suo ex amico Trump, attraverso l’ingresso principale. Ora aspira a farvi ritorno entrando dalla finestra, giusto in tempo per le elezioni di mezzo periodo, ormai quasi dietro l’angolo. Allo scopo di sostituirsi al Grande Capotribù, l’ Ìmprenditore Poliedrico ha fondato un nuovo partito, America Party. La vicenda lascia perplessi tanto i politologi quanto i comuni mortali, stante la facilità con cui negli USA un membro della popolazione, senza il benché minimo trascorso di una forma, anche larvata, di attività politica al servizio della comunità, possa arrivare vicinissimo alla stanza dei bottoni, contenente anche la valigetta nucleare. È questo uno dei diversi modi di attentare alla democrazia persino nel paese che ne è ancora la patria elettiva. Come se non bastasse, la Casa Bianca, nonostante la presenza di un inquilino che dappertutto non è ritenuto adeguato alla simbolicità del luogo, sta diventando giorno dopo giorno ,”il” Tempio, dove si recano i Grandi Sacerdoti laici, per dare e ricevere indicazioni sul come gestire le vicende che stanno sconvolgendo radicalmente l’Occidente.
Peraltro
senza fare, dopo quella visita, alcun progresso, benché mtinimo. Sta reggendo ancora bene il crescente numero delle cosiddette “Vie del Cielo” che, secondo le informazioni provenienti dai punti più alti dello stesso, sarebbero infinite..! È noto che i voli di Stato stanno aumentando a dismisura e che proprio le rotte che portano a Washington, stiano iniziando. A essere super affollate. Con l’augurio che la situazione non comporto dirottamenti, anche se solo di tipo tecnico. Intanto ieri a Mosca hanno destato particolare sensazione le morti di due ex adepti di Putin che, da qualche ora erano stati “dimissionati” dallo stesso Zar all’ultima moda. Non è agevole ammetterlo, ma non bisogna trascurare di precisare che l’ equilibrio mondiale è ormai alle corde e che sarà difficile per l’arbitro di servizio riportare i pugili al centro del ring. Se quanto espresso volesse essere condensato nel linguaggio usato dai cultori di materie giuridiche, si dovrebbe far tesoro della circostanza, che lascia intravedere l’attuale situazione. Che il termine per indicare il ritorno a una qualsiasi forma di normalità sia “incertus an et quando” è condiviso da ogni punto di vista politico. C’è quindi da verificare come passare oltre l’ incertezza di riuscire a ritrovare la pace senza condizioni vessatorie.
Solo allora si potrà intravvedere un percorso di sistemazione stabile dei nuovi equilibri territoriali. Intanto
al dopolavoro, di questi tempi, è facile ascoltare frasi del genere :”campa cavallo, che l’erba cresce ! ” Cicerone avre bbe aggiunto: “le cose stanno cosi”









