venerdì, Luglio 19, 2024
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Vaccini, la Lega presenta un emendamento per cancellare l’obbligo per i minori

La Lega torna alla carica sui vaccini, in particolare tuonando contro l’obbligo per i bambini. Il blitz del Carroccio è in un emendamento al decreto legge sulle liste d’attesa, che ha come primo firmatario il senatore Claudio Borghi e che sarà sottoposto all’esame di palazzo Madama. Gli esponenti della Lega chiedono, per i minori fino a 16 anni e i minori stranieri non accompagnati, che i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite e varicella siano non più «obbligatori», ma solo «raccomandati». Al momento, i vaccini obbligatori per legge sono dieci (aggiungendo ai primi anche quelli contro poliomelite, difterite, tetano, epatite B, pertosse e l’Haemophilus influenzae di tipo B). Per la Lega quest’ultimi dovrebbero quindi rimanere obbligatori, per un totale di sei invece di dieci.immagine whatsapp 2024 07 06 ore 21.35.23 5a54a92d

«Siamo l’unico paese in Europa, forse con la Francia, ad avere 10 vaccinazioni obbligatorie per i bambini», ha commentato il senatore leghista Borghi. «La legge Lorenzin era una sperimentazione e non mi sembra che i risultati ci siano, la pertosse, ad esempio, ricomincia. Non sono io ma è la letteratura scientifica che dice che l’obbligo è un sistema per creare rifiuto non per aumentare la copertura. Sarebbe il caso di prendere atto che le cose non funzionano e dire che non si scherza con il costringere la gente, soprattutto i bambini, a fare trattamenti sanitari per legge, condizionando l’accesso a scuola. Non convinci chi è contrario, con l’obbligo chiedi solo rabbia, rifiuto, violenza e discriminazione».

Nella proposta è contenuta anche la richiesta che i bambini non vaccinati per quelle malattie possano essere iscritti a tutte le scuole per l’infanzia, comprese le private non paritarie, quindi separando di fatto l’iscrizione agli istituti dai vaccini. A criticare l’iniziativa è stato il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che attacca l’emendamento definendolo una sciocchezza. «Avrebbe conseguenze pericolose e non fa parte del programma di governo che punta alla tutela dei minori e dei più fragili, sia in campo sanitario, sia in quello economico e sociale. Responsabilità della politica è invece quella di rinnovare ogni giorno la fiducia nei confronti della ricerca medica. Mettere in dubbio la fiducia nella ricerca è da irresponsabili».

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