martedì, Luglio 14, 2026
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Valerio Scanu, il cantante “fuori catalogo”: ora accusa Mediaset

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«Mi hanno messo nella blacklist peggio di Fabrizio Corona»

C’è chi sparisce dalle scene per scelta, chi per noia, chi per strategia. E poi c’è Valerio Scanu, che sparisce perché, a suo dire, qualcuno lo avrebbe infilato in una lista nera talmente nera da far sembrare quella di Fabrizio Corona un elenco di invitati a un brunch domenicale. Una dichiarazione che non passa inosservata e che, anzi, rimbalza come una biglia impazzita nel flipper del gossip televisivo. Il cantante sardo, reduce dal reality “The 50” su Prime, ha sganciato la frase come si lancia un sasso in uno stagno: con apparente calma, ma sapendo benissimo che farà onde. E le onde, infatti, sono arrivate. Scanu racconta che, nonostante il suo passato televisivo, oggi sarebbe persona non gradita nei corridoi di Cologno Monzese. Una sorta di “non toccate quel tasto”, un file che nessuno apre, un nome che, sempre secondo lui, provoca più allergia di un campo di graminacee in primavera. Il punto più spinoso riguarda L’Isola dei Famosi, dove anni fa aveva già dato prova di resistenza, ironia e una certa capacità di sopravvivere anche alle dinamiche più surreali. Ma oggi, dice, tornare sarebbe complicato: l’esperienza lo avrebbe segnato, “allucinante” e “traumatica”, parole sue. E fin qui, nulla di nuovo: i reality sono pieni di reduci che parlano come veterani di guerra. Il problema è la frase successiva, quella che ha acceso la miccia: «Sono in tutte le blacklist peggio di Fabrizio Corona» . Una dichiarazione che, nel mondo dello spettacolo, equivale a lanciare un guanto di sfida in diretta nazionale. E Scanu non si ferma: anche sul Grande Fratello, dice, non sarebbe mai stato contattato “solo per la blacklist”. Insomma, secondo lui c’è un veto, un muro invisibile, una porta chiusa con doppia mandata. Eppure, dietro la polemica, c’è un Valerio più umano, quasi disarmante. Un artista che ha vissuto la tv come una casa, poi come un labirinto, e ora come un condominio dove il suo nome non compare più sul citofono. Un ragazzo che ha conosciuto la gloria, la fatica, le aspettative, e che oggi sembra voler rivendicare un posto che sente di aver perso non per scelta, ma per decisioni altrui. La sua voce, quella vera, non quella metaforica, resta una delle più riconoscibili del panorama italiano. E forse è proprio questo il punto: Scanu è un personaggio che non si adatta, non si piega, non si “formatta”. È un artista che vive fuori dagli schemi, fuori dalle dinamiche, fuori dalle strategie. E in un mondo televisivo che ama gli ingranaggi perfettamente oliati, lui è la vite anarchica che non si avvita mai del tutto. Che Mediaset abbia davvero una blacklist con il suo nome? Che sia tutto un gigantesco malinteso? O che Scanu stia semplicemente dicendo, con ironia e un pizzico di amarezza, che non si sente più chiamato in causa? Una cosa è certa: Valerio Scanu non è mai stato un personaggio “neutro”. E anche quando parla di porte chiuse, riesce comunque ad aprire un dibattito. Che poi, in fondo, è il modo più elegante per restare sulla scena senza nemmeno salirci.

 
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