
L’inizio del 2026 ha dato un’ altra conferma che alcuni concetti di norma dai contenuti miti, all’apparenza stereotipati, sono anche di facile associabilità con i fatti di ben altra connotazione che stanno accadendo un pò dovunque nel mondo. Primo del mese in corso: deposizione forzata per mano di Trump del presidente despota del Venezuela, Maduro. Rapido insediamento, seppur provvisorio, in suo luogo di un governo fantoccio gradito agli USA. Da quel momento, l’ Ucraina e Israele sono scesi di un gradino sulla scala dell’ interesse dedicato loro dai mezzi dell’informazione. Come il caleidoscopio, che a ogni giro della lente, mette in evidenza un dlsegno creato al momento. Un proverbio della campagna veneta vuole che l’uccello che, al mattino, si alza in volo per primo, cattura il verme più grosso. Cosi avrà pensato Trump, mettendo in atto un colpo di stato sui generis, ipotecando il mare di petrolio custodito nel sottosuolo del sottosuolo del Venezuela con prospettive (negative), tutte facilmente immaginabili.Il mercato degli idrocarburi tenderà così a essere sempre più condizionato da un oligopolio. Il coordinamento dello stesso, almeno per il momento, competerebbe a Trump, quindi è facile immaginare il castigo per l’umanità per non aver cercato di contenere i suoi deliri di potere. Anche perche si prevede che, a quelle latitudini, il colonizzatore post litteram abbia individuato Cuba come preda da conquistare. Nel programma folle di quell’esaltato c’è anche l’annessione della Groenlandia che merita una nota intera in esclusiva. Se il buon giorno si vede dal mattino – vale anche per l’intero anno – durante il suo corso, ci sarà poco di cui stare allegri. Sarà bene prepararsi a recitare ciascuno il proprio ruolo.









