
Ventimiglia, città di confine e di transiti, si prepara a un’opera che potrebbe cambiare in profondità il suo volto urbano, la sua offerta turistica e il suo posizionamento economico nel Ponente ligure. Il progetto denominato Borgo del Forte, articolato in due distretti – il “Waterfront” e il “Campus” – è ormai al centro dell’agenda politica e pianificatoria. Questo piano di rigenerazione urbana prevede investimenti ingenti, opere di carattere infrastrutturale, ricettivo, educativo e ricreativo, ma anche una serie di nodi critici da sciogliere, per capire non solo che cosa sarà costruito, ma chi ne beneficerà, come e a quale costo per l’ambiente urbano. L’iniziativa, promossa dal fondo BDF (gestito da Namira SGR, con Marina Development Corporation come advisor), si articola su vaste superfici: circa 57.000 metri quadrati tra waterfront e ex area ferroviaria del Campasso. Il distretto Waterfront prevede strutture ricettive di alto livello, residenze di pregio, un hotel cinque stelle, SPA, ristorante e ambienti di servizio a elevata qualità architettonica. L’area Campus, invece, sarà dedicata a scuola internazionale, impianti sportivi (piscina coperta, palestra, campi da tennis), spazi multifunzionali, centro congressi e un ampio parco verde aperto al pubblico. La Regione Liguria, con l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola, ha già dato il suo parere positivo alla fase preliminare di confronto, detta scoping, che è il passo iniziale per definire l’impatto ambientale, urbanistico e paesaggistico delle opere. In particolare è stato istituito un tavolo tecnico che vede coinvolti Comune, Regione e anche la Sovrintendenza, per garantire che gli interventi rispettino sia le esigenze di sviluppo sia quelle di tutela del paesaggio, del patrimonio storico e delle aree verdi. Dal punto di vista politico, la maggioranza che guida Ventimiglia si mostra compatta nel sostenere il progetto. Il sindaco Flavio Di Muro ha sottolineato come si tratti di “l’investimento più importante della Liguria” in termini di potenziale economico, occupazionale e di valorizzazione territoriale. Si prevede, infatti, che l’opera possa dare slancio non solo al turismo ma anche al settore edilizio, ai servizi, e all’indotto di attività commerciali, ristorative, culturali. Tuttavia non mancano le voci critiche. In un recente incontro con i cittadini, alcuni dei partecipanti hanno espresso preoccupazione per il fatto che il progetto impatti su aree che oggi sono le poche zone verdi pubbliche della città, e che la densificazione prevista (alberghi di lusso, residenze, strutture private) rischi di ridurre lo spazio di uso comune e di far crescere i prezzi. Alcuni cittadini si chiedono “a chi beneficerà davvero”: se i ritorni saranno per la collettività locale, in termini di servizi, lavoro, qualità di vita, oppure essenzialmente per investitori esterni. C’è chi teme che il progetto manchi di un’espressa proposta di grande parco cittadino, di verde pubblico diffuso, e che l’impatto viabilistico, i parcheggi, il traffico possano generare problemi seri. Sul fronte temporale, il cronoprogramma parla già di scadenze: l’inaugurazione del Campus è prevista intorno al 2029, secondo quanto dichiarato dall’ufficio grandi opere. Resta comunque molto da definire: le varianti urbanistiche necessarie, le concessioni, il finanziamento pubblico/privato, le procedure ambientali, le autorizzazioni da parte della Sovrintendenza. Anche la tempistica per il Waterfront non è ancora assolutamente certa. Un altro punto che emerge con forza è la questione della partecipazione: gli incontri pubblici, come quello recentemente svolto con i cittadini, hanno messo in luce una richiesta di maggiore chiarezza su numeri, impatti, costi, benefici. È chiaro che per molti abitanti la promessa di nuova occupazione e servizi è attraente, ma resta il dubbio: come evitare che il progetto diventi un’operazione elitaria, lontana dai bisogni di chi vive Ventimiglia tutto l’anno? Viabilità interna, accessi, parcheggi, incremento del traffico, gestione delle aree verdi: tutte questioni sollevate. In sintesi, Borgo del Forte Waterfront e Campus rappresenta un’occasione enorme per Ventimiglia: può trasformare zone dismesse in poli attrattivi, generare lavoro, sistemare aree degradate, innalzare la qualità urbana e l’offerta turistica. Ma il successo del progetto dipenderà dalla capacità dell’amministrazione e degli investitori di ascoltare le istanze dei cittadini, mitigare gli impatti ambientali, garantire la fruibilità pubblica degli spazi, e assicurare che i benefici non restino appannaggio di pochi. Se questi aspetti saranno curati, Ventimiglia potrebbe davvero iniziare un capitolo nuovo; altrimenti, il rischio è che si creino aspettative deluse e tensioni sociali anziché una rinascita condivisa.









