Continua quella che molti cittadini definiscono senza mezzi termini una vera e propria mattanza degli alberi, accompagnata dalla costruzione di nuovi muri di cemento. A far esplodere la polemica è l’intervento lungo via Carducci, storica arteria di collegamento tra le due principali strade commerciali di Pontecagnano, oggi al centro di un acceso dibattito pubblico. Se da un lato la riqualificazione urbana può essere condivisa in linea di principio, dall’altro l’abbattimento delle piante lungo via Carducci viene percepito come una scelta incomprensibile. «Ma siete impazziti?» è la domanda che circola con sempre maggiore insistenza tra residenti e operatori commerciali. In una città già segnata da traffico intenso, carenza di parcheggi e un aumento costante del cemento, la riduzione degli spazi verdi appare come l’ennesimo passo nella direzione sbagliata.
Via Carducci non era una strada qualunque: rappresentava l’unico vero collegamento diretto tra le due principali zone commerciali della città. La sua chiusura, ormai evidente da anni, ha prodotto disagi significativi sia sul piano della viabilità sia su quello economico. Attività penalizzate, flussi ridotti, clienti scoraggiati: un danno che, secondo molti, non è mai stato realmente affrontato.
«Un paese senza attività di vicinato è un paese più spento e meno sicuro», sottolineano cittadini e commercianti, preoccupati per un futuro che rischia di allontanare nuovi investimenti. In queste condizioni, avvertono, sarà sempre meno conveniente aprire o mantenere un’attività a Pontecagnano. A rendere ancora più amara la polemica è il dato economico: 3 milioni e 800 mila euro per un intervento che, secondo i critici, ha prodotto più problemi che soluzioni. Sul fronte ambientale, poi, l’accusa è netta: «Questo sindaco non ha piantato un solo albero a fronte di un cemento cresciuto a dismisura».
Il malcontento cresce e la parola che riecheggia con più forza è una sola: vergogna. Una richiesta chiara emerge dal territorio: ripensare le scelte urbanistiche, restituire centralità al verde e alla vivibilità, prima che Pontecagnano diventi un deserto urbano, privo di commercio, identità e futuro.









