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Intercity Napoli–Scalea: biglietti più cari, ma comfort e accessibilità restano un miraggio

NAPOLI – Pagare un biglietto più costoso dovrebbe garantire un servizio migliore. È il principio su cui si fonda la differenza tra un treno Intercity e un regionale. Eppure, sulla tratta Napoli–Scalea, molti passeggeri denunciano una realtà ben diversa: convogli datati, spazi ridotti e sedute poco confortevoli che rendono il viaggio particolarmente difficile per le persone con disabilità, per chi ha problemi di mobilità e per le persone obese.

Le principali criticità riguardano proprio l’accessibilità. I vagoni utilizzati su alcuni Intercity della linea presentano corridoi stretti, sedili ravvicinati e spazi limitati, caratteristiche che possono trasformare un normale viaggio in un’esperienza complicata per chi utilizza ausili per la mobilità o necessita di maggiore spazio personale. Anche per le persone obese, le sedute risultano spesso troppo strette e poco ergonomiche, con inevitabili disagi durante percorrenze che possono superare le due ore.

Il confronto con i nuovi treni regionali è inevitabile. I convogli di ultima generazione, ormai diffusi su molte linee, offrono aree dedicate alle persone con disabilità, accessi facilitati, spazi per carrozzine, servizi igienici più accessibili e ambienti progettati secondo criteri di inclusione e comfort. In molti casi, però, questi treni costano meno degli Intercity.

La situazione appare quindi paradossale: chi sceglie o è costretto a utilizzare un Intercity paga una tariffa superiore, ma riceve un servizio che, sotto il profilo dell’accessibilità e della comodità, può risultare inferiore rispetto a quello offerto dai moderni regionali.

A ciò si aggiunge un’altra questione: gli Intercity dovrebbero distinguersi anche per servizi aggiuntivi e una qualità di viaggio superiore. Tuttavia, secondo numerosi utenti, lungo la tratta Napoli–Scalea questi vantaggi non sempre sono percepibili. I convogli impiegati risultano spesso obsoleti, con sedili usurati, limitato spazio per i bagagli e un livello generale di comfort che non sembra giustificare il prezzo del biglietto.

Le associazioni che si occupano dei diritti delle persone con disabilità ricordano da tempo come il trasporto pubblico debba garantire pari dignità e accessibilità a tutti i cittadini. Un viaggio in treno non dovrebbe diventare una prova di resistenza fisica né costringere alcune categorie di passeggeri a sopportare condizioni più gravose rispetto ad altre.

L’auspicio dei pendolari e dei viaggiatori occasionali è che i convogli Intercity impiegati sulla linea Napoli–Scalea vengano progressivamente sostituiti o ammodernati, adeguandoli agli standard di accessibilità e comfort già presenti sui treni regionali più recenti. Perché pagare di più dovrebbe significare viaggiare meglio, non rinunciare a comodità, inclusione e dignità.

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