
BOLOGNA – Un episodio d’inaudita prevaricazione e sconcertante insensibilità ha scosso il rione bolognese di San Donnino, trasformando un vespero di ricreazione in un traumatico crocevia di cronaca. Una bimba di appena sei anni è divenuta bersaglio incolpevole di una repentina aggressione orchestrata da un drappello di coetanei, i quali hanno approfittato della fulminea e incolpevole distrazione della madre per cingere la piccina e colpirla ripetutamente agli arti inferiori. Il fatto s’è consumato all’interno dell’area verde del quartiere, luogo abitualmente deputato all’innocenza dei passatempi infantili. La genitrice, presente a pochi passi, s’era voltata soltanto per un fugace istante, tempo purtroppo sufficiente affinché il manipolo di giovanissimi prevaricatori accerchiasse la bambina. Senza che vi fosse alcun precedente diverbio né pretesto plausibile, i componenti del gruppetto hanno sferrato una sequenza di pedate dirette alle gambe della piccola, riducendola al pianto sconsolato prima di disperdersi nel perimetro del parco. L’immediato intervento della madre, allarmata dal nitido acuto di dolore della figlia, ha messo in fuga gli aggressori e consentito di soccorrere la piccola, visibilmente scossa e tramortita dall’assurdità dell’accaduto. Oltre ai riscontri di natura fisica, fortunatamente circoscritti a contusioni superficiali e dolorosi ematomi, a destare profonda solitudine e sconcerto è la matrice psicologica di un gesto commesso con una tale disinvoltura predatoria in un’età che dovrebbe essere immune da simili vizi comportamentali. La vicenda ha destato viva costernazione nella comunità locale di San Donnino, riaccendendo l’allarme sulla precocità di certe condotte prevaricatrici e sull’insidioso smarrimento educativo che parrebbe intaccare persino la prima infanzia. Gli inquirenti e le istituzioni di quartiere sono stati informati del fatto, mentre la cittadinanza s’interroga sgomenta sulle radici di una cattiveria così gratuita e precoce.









