domenica, Aprile 19, 2026

Viva la differenza

MORVRAN.COM
ArtesTV

domenico ocone 150x150 1

 

 

Vive la difference…É un’ espressione francese che, probabilmente, oggi non ha più la grinta di quando fu formulata nell’altro secolo dallo scrittore Anatole France. Questi si riferiva specificamente a quanto, almeno di massima, è ciò che accade in natura, sia per il regno animale che per quello vegetale. È cioè necessario che si uniscano un esemplare di sesso maschile e uno di quello femminile perché il mondo possa continuare a essere popolato e le varie specie di tutto quanto è vivente, a continuare a evolvere. Nelle righe che seguono sarà trattata un’altra diversità: il mercato e i mercati, non semplicemente il secondo quale forma al plurale del primo, bensì ciò che si intende indicare con il singolare e il plurale di quel termine. È consolidato nella maggior parte dei casi definire con Borsa il luogo, talvolta virtuale, dove, in base alle richieste di acquisto e alla volontà di vendere vengono scambiate o “passano di mano” quantità di valori rappresentativi, prevalentemente di partecipazioni aziendali e simili. Tutto ciò avviene in edifici dedicati ma può essere articolato anche per via telematica. Per dare un minimo di concretezza a quanto fin qui esposto, si dice che il mercato raggiunge l’equilibrio quando, in un lasso di tempo, che di solito dura una giornata, l’intero stock di un determinato bene offerto, viene venduta e il termine prezzo di quanto si è realizzato viene indicato completato da “di mercato”.
Si arriva così al significato autentico di quel termine al singolare, luogo fisico dove si svolgono le compravendite di diversi e disparati beni di uso comune e di prodotti agricoli provenienti senza stop dal contado, direttamente in un determinato giorno della settimana e in un intervallo temporale limitato. Fin qui il paragone con quanto avviene nelle borse valori mostra più analogie che differenze. Una sostanziale però è doveroso riferirla. Del luogo fisico dove si svolgono i cosiddetti “mercati”, quindi i palazzi della borsa, è stato fatto appena innanzi qualche accenno. Può servire per evidenziare meglio le differenze e descrivere di massima il “mercato” nelle sue varie tipologie, cercare un Massimo Comun Denominatore che descriva almeno una relazione, seppur di poco conto, che le accomuni . In verità tale lavoro è stato fatto nel migliore dei modi da studiosi della materia di epoche e formazione diverse. Così ancora oggi la descrizione che fa del primo il Professor Luigi Einaudi nella introduzione al suo manuale di Scienze delle Finanze vale come segue. Quell’Illustre Docente, riporta la fisicità di venditori e compratori nel descrivere e commentare le trattative, anche quelle destinate a non concludersi con il buon fine. Si ha così la sensazione di assistere dal vivo alle trattative accennate. Mentre quanto appena riportato è avvenuto nella prima metà del secolo scorso, sul finire della seconda metá si è espresso sull’argomento il Professor Tommaso Padoa Schioppa che, da quache decennio, non è più. Partendo dalle stesse premesse dell’iIlustre Predecessore, ha aggiunto al suo lavoro come nel primo periodo del dopoguerra si potette assistere a notevoli completamenti di quel tipo di distribuzione: i supermercati, per usare un termine omnicomprensivo. Si accolse allora in Italia, introdotta dagli americani, la realtà commerciale dei supermercati che capovolse letteralmente il teorema tradizionale del comprare e del vendere. Solo per colore la trattativa che avviene in un mercato dove esista un interlocutore fisico, si conclude con la consegna dell’acquisto dal venditore all’acquirente che, a sua volta, remunera l’altra parte. Nel caso che ciò avvenga al supermercato o presso tipologie simili di esercizi, quella che si evidenzia con la scelta e l’introduzione nel carrello del bene o dei beni prescelti è una offerta al pubblico, che si perfeziona con il pagamento alla cassa di quanto è stato scelto e riposto nel carrello. Ciò che conta alla fine è che, in entrambi i casi o altri simili, ogni operazione sarà soggetta a un principio generale, funzionante da prima che le diverse popolazioni iniziassero a coniare, ciascuna per il suo, una propria moneta. Fu a questo punto che l’economia politica dovette distinguere in ciascun essere umano due modalità di comportamento: quella dell’Homo Oeconomicus che deve ottimizzare la sua capacità di spesa ligio all’idea della corretta utilizzazione della quantità di risorse possedute, limitate. Tenendo presente che, pronta per essere acquistata, sul mercato è disponibile una quantità di beni e servizi illimitata. Salvo la comparsa di qualcosa al momento nemmeno ipotizzabile, il percorso dell’umanità non subirà modifiche sostanziali, nè tantomeno la sera per il giorno dopo.

 

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE