venerdì, Aprile 19, 2024
HomeCronacaGalimberti: “La famiglia di oggi è un disastro..."

Galimberti: “La famiglia di oggi è un disastro…”

Scuola e famiglia 

Il filosofo Umberto Galimberti intervistato dal “Il Foglio” afferma:

La famiglia è un disastro. Genitori amici dei figli che dalla scuola vogliono solo la promozione e non l’educazione”.

La durezza di queste parole lasciano riflettere: 

“La famiglia in questo momento è un disastro. Molti genitori non sanno gestire il rapporto con i figli, forse perché non sanno che con i figli devono parlarci prima che inizi l’adolescenza, per creare un rapporto di fiducia prima dei dodici anni. Invece i padri non parlano perché si annoiano, e le madri parlano per raccomandarsi a livello fisico: metti il maglione, asciuga i capelli. Non fanno mai domande che riguardino la psiche, per esempio: ‘Sei felice?’. Una domanda semplice che potrebbe innescare una riflessione”.

umberto galimberti

Riguardo al rapporto tra genitori e figli sottolinea:

“Uno dei problemi della genitorialità è quello “diventare amici dei propri figli. Un padre deve mantenere l’autorità che gli deriva dall’autorevolezza. Stessa cosa per il professore”.

“Il genitore – prosegue Galimberti – deve sapere che, dopo i dodici anni, la sua parola non è più efficace. Serve l’esempio. Ma purtroppo oggi l’esempio è disastroso, se si pensa ai tanti cinquantenni dall’atteggiamento giovanilistico. E nelle tante separazioni che vediamo, ai figli spesso si spiega ragionevolmente che mamma e papà non vanno più ’accordo, ma poi si ingaggia una guerra con i figli strumentalizzati in mezzo. Questo genera enorme sfiducia nei confronti del mondo genitoriale, anche se certo è un bene che ci si separi, piuttosto che far vivere i ragazzi nella tensione o nell’indifferenza cinica reciproca”.

C’è poi il rapporto con la scuola e i docenti:

“A molti genitori importa soltanto che i figli siano promossi, non educati. Sostituendosi al figlio, il genitore gli impedisce di vivere il rito iniziatico del confronto diretto con il docente. Il professore, dal canto suo, deve parlare con gli studenti, ascoltandoli con competenza”.

Sulla scuola, il filosofo dice:

“La scuola italiana ha i suoi mali: non educa, al massimo quando ce la fa istruisce. Educare vuol dire seguire i ragazzi nei loro processi psicologici, cosa impossibile finché si avranno classi da trenta alunni invece che da quindici”.

“E poi – aggiunge – nel percorso formativo del docente inserirei un test di personalità per cercare di assicurarsi che sia dotato di empatia. Senza empatia non arrivi al cuore. Platone diceva che la mente non si apre se prima non si apre il cuore”.

Infine, una battuta sui cellulari a scuola, dopo l’ultima dichiarazione del Ministro Valditara:

“In classe li farei spegnere a tutte le età, ma non si può vietare in sé a un figlio di possedere il cellulare, legato alla socialità e ormai pervasivo. Non vedo purtroppo rimedio al danno pazzesco creato dall’abitudine allo schema binario tipico del telefonino: sì-no. Disabituati a pensare in modo complesso, come si può poi affrontare la complessità”.

 

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

Google search engine

ULTIME 24 ORE

Google search engine