giovedì, Maggio 30, 2024
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La ‘guerra globale’ è alle porte o semplicemente la ‘guerra mediatica’ è avvenuta

Il mondo è in guerra ma non è consapevole… 

Da poche ore, il mondo sta ascoltando fiumi di parole e presunte ipotesi riguardo al ritorno del ‘terrorismo islamico’. Allo stesso tempo, fiumi di immagini riempiono i quotidiani che evidenziano gli scontri sui fronti di guerra attivi in Ucraina e nella striscia di Gaza. Un ‘cocktail’ di informazioni che hanno un impatto nella mente degli ascoltatori confusionario e spaventoso.

I potenti del mondo da più di 72 ore stanno tremando. L’attacco terroristico avvenuto a Mosca, ha aperto un nuovo scenario se non un ulteriore motivo per attivare quella che potremmo definire ‘la guerra del globo’ o semplicemente ‘la guerra mediatica’.

Ipotesi che non lasciano largo spazio ai dubbi. Il mondo sta andando incontro ad un grande smorzamento tra ‘fatti e azioni’ che porterà un crollo sia economico che socio-economico.

Questo aspetto, visto che i mass media permettono di raggiungere un vasto pubblico, senza che si instauri alcun tipo di contatto personale tra chi emette il messaggio e coloro che lo ricevono, renderà ancora più difficile gestire questo impatto. Di fatti, la rilevanza dello ‘spazio’ e del ‘tempo’ viene meno e per cui sarà difficile comprenderne l’importanza degli eventi. La riduzione delle distanze fisiche, attraverso i media, con la conseguente moltiplicazione dei processi comunicativi tra gli uomini, ed una più libera circolazione di idee e di notizie ha influenzato l’opinione pubblica soprattutto la compressione degli eventi.

Ormai se si pensa al concetto di ‘terrorismo islamico’, ‘fa notizia’: bombe, strage e uccisione come se fosse un film d’azione.

E’ dunque su una sostanziale ignoranza nei confronti della conoscenza dei ‘fatti’ con la ‘frammentazione del tempo’ dettata dai diversi canali di informazione, che i ‘manovratori mediatici’ hanno reso i ‘concetti e i fatti’ se non i fattori elementi di distrazione di massa.

Pertanto, abbiamo diversi attori che giocano questa partita: le minoranze estremiste all’interno del ‘mondo musulmano’ (per fini meramente politici), e dall’altra parte, molti governi e società del ‘mondo occidentale’, col solo scopo di creare il tanto proclamato ‘scontro di civiltà’, unicamente utile a fini economici e ideologici; scontri che certamente, non sono efficaci per costruire un clima di convivenza e di pace.

 

 

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