lunedì, Giugno 17, 2024
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Parterre di attori hollywoodiani a Cannes

Continua la passerella di miti del cinema hollywoodiano al Festival di Cannes e dopo i miti Meryl Streep e Francis Ford Coppola si prosegue con Emma Stone e Richard Gere, Willem Dafoe, Kirsten Dunst, Jeffe Plemons, le emergenti Margaret Qualley e la modella attivista trans Hunter Schafer e poi ancora Demi Moore, Eva Longoria, Selena Gomez. Tanti divi da Oscar nella meravigliosa scenografia della Montee des Marches.

Nei corridoi del Marche’ du Film si parla del regista greco Yorgos Lanthimos, che sotto l’ala produttiva americana di Searchlight Pictures, che ritorna al cinema il 6 giugno 2024 con il film Kinds of Kindness e festeggia 30 anni di grandi titoli. E’ un trittico di storie ove Emma Stone e Yorgos Lanthimos fanno ancora coppia ed è la terza volta dopo La favorita e Povere Creature! che tra i quattro Oscar le ha regalato quest’anno il suo secondo come migliore attrice. Una fiaba cruda con il tratto ironico nero che viaggia in parallelo alla sua profondità di sguardo sui comportamenti umani, non è contemplato. E’ stato girato a New Orleans nel 2022 durante la post produzione di quel film. Emma Stone ha dichiarato: “Le storie si intrecciano tra loro in un modo che non è necessariamente chiaro ma sfrutta ciò che è avvenuto prima. L’equilibrio fra il desiderio di essere amati, accettati e controllati, e anche la voglia di essere liberi e in controllo di se stessi”.
Oggi a Cannes avviene un altro incontro tra Richard Gere e Paul Schrader, il maestro di Taxi Driver, che tornano per la prima volta a collaborare in Oh Canada, adattamento dell’omonimo romanzo di Russell Banks, in Italia intitolato, come il film, I tradimenti. Basato sull’omonimo romanzo di Russell Banks è in concorso oggi e in sala in Italia prossimamente con Be Water Film, anche una beniamina del festival come Uma Thurman e l’emergente Jacob Elordi (l’Elvis di Priscilla di Coppola). Nel film Gere è Leonard Fife, osannato documentarista noto per il suo impegno politico e divorato dal cancro, accetta di essere intervistato, alla presenza della premuorsa moglie Emma (Uma Thurman), per raccontarsi in una lunga intervista televisiva da una coppia di documentaristi, suoi ex allievi. Leonard dovrebbe parlare del suo lavoro, ma quel che invece fa è raccontare – a sé stesso, alla moglie, agli altri – la verità sulla sua vita.  Nel ’68 Life (Elordi in questa parte del film) lascia il figlioletto, la giovane moglie incinta e un futuro avviato nella società del suocero e si rifugia in Canada per evitare la chiamata in Vietnam e da lì comincia una carriera da regista, ma in punto di morte il racconto di particolari inediti ha il sapore della liberazione. Un ripercorrere in flashback una vita passata e sepolta, nella quale Leonard è interpretato a volte da Jacob Elordi, altre dallo stesso Gere.
Oggi parla di politica  con la stampa Francis Ford Coppola, che ieri sera ha avuto la premiere con 7 minuti di applausi per Megalopolis.
“L’America sta collassando, rischiamo di perdere la Repubblica, così come è accaduto millenni fa a Roma. Potremmo avere lo stesso destino”. L’anziano regista, che ha annunciato la scrittura di un nuovo film, parla di Donald Trump, “Non per ora al comando. E della tendenza in corso nel mondo verso una tradizione più a neo-destra, persino fascista, che è spaventosa perché chiunque ha vissuto durante la seconda guerra mondiale ha visto gli orrori che hanno avuto luogo e non vogliamo certo che queste cose si ripetano”.
Il terzo film della giornata sarà nel segno del romeno Emanuel Parvu “Trois kilomètres jusqu’à la fin du monde” , storia difficile di un giovane omosessuale sul delta del Danubio.

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