martedì, Giugno 25, 2024
HomePoliticaBruxelles, la destra cresce ma non sfonda (e non governerà)

Bruxelles, la destra cresce ma non sfonda (e non governerà)

di Remo Girotti

Bruxelles – Il sogno di un’Europa che si sposta a destra, tanto auspicato dai partiti conservatori e in Italia vagheggiato da Fratelli d’Italia, sembra svanire di fronte alla cruda realtà delle urne. Nonostante un incremento del fronte reazionario e anti-europeista, questo non è stato sufficiente a cambiare gli equilibri delle istituzioni comunitarie, a cominciare dalla presidenza della Commissione Europea.


La maggioranza parlamentare che deciderà il futuro vertice dell’esecutivo europeo sarà ancora una volta sostenuta dall’alleanza tradizionale di Bruxelles: PPE (Popolari), PSE (Socialisti) e Renew (Liberali), che restano i tre gruppi principali dell’Eurocamera. I Popolari, infatti, hanno conseguito una vittoria netta, aumentando di una decina di seggi la loro rappresentanza. I Socialisti hanno perso terreno, ma solo di cinque deputati, mentre i Liberali del presidente francese Emmanuel Macron hanno subito un calo più significativo, perdendo una ventina di seggi. Tuttavia, complessivamente, questo blocco resta imprescindibile.

È per questo motivo che Ursula von der Leyen, attuale presidente della Commissione, può serenamente presentare nuove proposte per assicurarsi un altro mandato. La stessa von der Leyen ha dichiarato la sua intenzione di lavorare per confermare la maggioranza uscente con Socialisti e Liberali, chiudendo così la porta a possibili concessioni ai Conservatori guidati da Giorgia Meloni.

L’ECR di Giorgia Meloni, quarto gruppo per dimensioni, è cresciuto leggermente, passando da 69 a 71 seggi. Anche Identità & Democrazia, l’estrema destra di cui fa parte la Lega di Matteo Salvini, ha aumentato i suoi seggi, salendo da 49 a 57. Tuttavia, queste cifre non sono sufficienti per alterare gli equilibri consolidati a livello europeo. Anche se la percentuale di eurodeputati “non iscritti” a gruppi o “altri” è cresciuta esponenzialmente, superando quasi i 100, e include elementi di destra come il partito Fidesz dell’ungherese Viktor Orban, non ci sono le condizioni per una maggioranza alternativa.

«Siamo l’ancora della stabilità», ha dichiarato ieri notte von der Leyen, confermando la sua candidatura alla Commissione. «Con la vittoria del PPE resta una maggioranza europeista. Abbiamo intenzione di dare stabilità e rafforzare il progetto europeo. Per questo mi rivolgerò ai Socialisti Democratici e ai Liberali con cui abbiamo avuto un rapporto costruttivo». Secondo la presidente uscente, è indispensabile continuare su questa strada per impedire la distruzione dell’Europa. La maggioranza vuole un’Unione forte». Nessun cenno, quindi, alle destre. L’idea di creare un nuovo fronte centrato su PPE ed ECR è sostanzialmente fallita. Una prospettiva confermata anche dal presidente del PPEManfred Weber, che ha lanciato un appello agli alleati tradizionali.

Come ha ribadito lo Spitzenkandidat socialista, il lussemburghese Nicolas Schmit, «non accetteremo di collaborare con nessun partito di destra». Una linea condivisa anche da Renew. Anzi, sia il PSE che i liberali hanno chiaramente comunicato ai Popolari che l’unica chance di ampliare il perimetro della maggioranza per garantire l’elezione del candidato designato dal Consiglio europeo risiede nei Verdi. Non a caso, il vertice della formazione ambientalista ha già dichiarato la disponibilità a «tenere fuori le destre», ma ad una condizione: «difendere il Green Deal».

 
RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Eventi in programma

ULTIME 24 ORE