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Cane girarrosto: l’antica razza sfruttata nelle cucine della Gran Bretagna e oggi perduta

di FRANCESCA CAPOZZI

Hai mai sentito parlare del “cane girarrosto”? Questa razza, oggi andata perduta, era popolarissima in Gran Bretagna, ma la sua non è una storia felice. Il cane era sfruttato in quasi tutte le cucine del Paese e sottoposto a un lavoro estenuanto.

Nel corso delle epoche, allevatori, agricoltori e borghesi hanno contribuito allo sviluppo della maggior parte delle razze canine che conosciamo oggigiorno.

Ciascuna razza ha avuto la sua evoluzione per rispondere alle esigenze che si cercavano allora: cani da guardiacani pastoreda caccia e “da cucina”. Proprio in Gran Bretagna vi era un cane presente in quasi qualunque casa. Lo si trovava vicino ai focolari, era il “cane girarrosto”.

Come nasce il cane girarrosto?

Il cane girarrosto è l’immagine delle cucine inglesi del XVI secolo. È in questo periodo che questa tipologia di cane inizia a comparire in ogni angolo del Paese e si diffonderà sempre più, per almeno due secoli.

Tuttavia, nessuno sa come, chi abbia selezionato per primo l’animale e quali razze vennero incrociate. È possibile che vi sia il Corgi o cani di tipo Terrier.

Non lasciatevi ingannare dal nome. I cani girarrosto non erano allevati per la loro carne. Il loro compito consisteva nel far girare uno spiego così che la carne avesse una cottura uniforme su tutti i lati.

Per farlo, gli animali correvano su una ruota per ore e ore vicino ai caminetti. Era un lavoro molto faticoso. Presupponeva sforzo costante a temperature elevate, con l’odore persistente della carne arrostita che li affamava. I cani, però, potevano solo immaginare il sapore della pietanza.

cani girarrosto

@Wikimedia Commons

I cani girarrosto erano conosciuti letteralmente come la traduzione inglese turnspit dogs, ma si utilizzava anche il termine vernepator e, successivamente, canis vertigus. Anche la letteratura li menzionata talmente erano popolari. Shakespeare vi fa riferimento nella Commedia degli errori. 

Nel Settecento, alcuni cani girarrosto vennero portati negli Stati Uniti e venduti per lo stesso scopo con annunci anche sulla Pennsylvania Gazette dell’allora giornalista Benjamin Franklin. Nel Nuovo Continente, però, la razza non ebbe una grandissima diffusione.

Come era fatto il cane girarrosto?

Il cane girarrosto doveva avere determinate caratteristiche per poter far girare la ruota della spiedo. Era un cane di taglia piccola e di bassa statura con un peso dai 6 ai 12 kg. Il suo corpo era lungo, muscoloso ma tozzo. Il muso allungato, le zampe corte, robuste e spesso anche storte.

cane girarrosto

@Wikimedia Commons

Doveva infatti poter entrare perfettamente nella ruota. L’animale era dotato di grande resistenza. La forza e la resistenza sono qualità che esalta il medico John Caius nel manuale Of Englishe Dogges.

Sebbene resistente, il cane girarrosto aveva i suoi limiti fisici. Per questo motivo, le famiglie disponevano quasi sempre di un cane girarrosto “di scorta”, così da dare il cambio all’animale esausto.

Non per questo, l’intero sistema era meno crudele. Era previsto anche un giorno di riposo, se così si può chiamare, perché nei mesi freddi i cani girarrosto accompagnavano le persone in chiesa e, accovacciandosi, fungevano da scaldapiedi.

Perché la razza si è estinta?

Il cane girarrosto è stato famosissimo fino a circa metà Ottocento per poi estinguersi gradualmente. Con l’avvento della meccanizzazione, le persone smisero di allevare e richiedere i cani girarrosto.

Non servivano praticamente più in quanto non erano considerati animali domestici, bensì oggetti come un semplice utensile. Gli esemplari iniziarono a scomparire dalle cucine della Gran Bretagna, fino a essere sostituiti definitivamente nel Novecento dai nuovi macchinari.

Alcuni vennero allevati ancora, come si dice abbia fatto la regina Vittoria con ex girarrosto, altri vennero impiegati dai mugnai nei mulini.

Non essendo considerati esteticamente belli, i cani girarrosto non vennero tenuti come animali da compagnia. Le persone li consideravano brutti e averne uno, in un’epoca sempre più moderna, aveva una connotazione negativa, quasi come se fosse un segno di povertà.

Whiskey, l’ultimo cane girarrosto

L’ultimo cane girarrosto di cui si ha notizia è Whiskey, un esemplare con il pelo color biscotto. Il suo corpo è conservato oggi al Museo di Abergavenny, in Galles, in una sala che riproduce nei dettagli una casa dell’epoca.

Il cane girarrosto non poteva mancare per informare i visitatori su questa parte della storia inglese che ha fatto largo uso dei cani.

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