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Grande festa all’Università della III età a Baronissi (Sa) per il ventennale dalla nascita dell’associazione

I “PRIMI” VENT’ANNI DELL’UNIVERSITA’ DELLA III ETA’

A BARONISSI

GRANDE FESTA IL 22 FEBBRAIO SCORSO

 

Molto sentiti e partecipati i festeggiamenti per il ventennale dell’Università della terza età, o Ute: una sala gremita, presso il convento della Trinità a Baronissi – cittadina dove è nata e cresciuta l’associazione – ha accolto i soci e i docenti Ute, in occasione dei “primi” vent’anni di esistenza. In data 22 febbraio ultimo scorso.

Il convento dei Francescani, appunto a Baronissi, ha ospitato la benemerita associazione fino all’avvento della pandemia; poi il nutrito gruppo di anziani (tra i sessanta e i settanta membri all’incirca – attualmente) si è stabilito nella frazione Sava.

In un centro polifunzionale. Ma la novità è che, presto, l’Ute avrà una sede tutta per sé – sempre nel comprensorio comunale di Baronissi.

Lo ha rivelato il sindaco Gianfranco Valiante, presente alla manifestazione; assieme alla presidente pro tempore, la docente Giovanna Cosimato; ai vertici della realtà: Damiana Russo (vicepresidente), Carla De Simone – segretaria, Nino Negri (tesoriere) e alla consigliera Margherita Di Martino. Nel suo breve, ma intenso, intervento il primo cittadino ha speso parole di elogio al sodalizio. Da lui definito tra i più longevi e attivi che lui abbia mai potuto riscontrare.

foto articolo noia ute venti anni 1

Molto emozionati gli “studenti” e i “prof” Ute, confluiti dapprima al convento francescano di Baronissi centro.

Per recarsi, infine, alla chiesa di S. Agnese – in località Sava – dove si è celebrata una funzione liturgica, in onore dei soci deceduti, in tutto questo tempo. La cerimonia è iniziata verso le 16.30 e si è conclusa dopo la Messa delle 18.30 – non obbligatoria, per rispettare la volontà e il “credo” dei soci non praticanti o agnostici. Il tutto, nella più ampia libertà. Insomma, vent’anni e non sentirli: più che maggiorenni, i discenti e gli insegnanti che si incontrano ogni martedì e giovedì pomeriggio – dalle 16 in poi – per seguire gli insegnamenti e le spiegazioni di molti professori volontari. Che mettono a disposizione una “fetta” del loro tempo e – soprattutto – del proprio sapere, a titolo gratuito, per condividere la passione per la cultura.A trecentosessanta gradi.

I soci Ute versano una modica somma annuale, 30 euro in totale, che vanno – per la maggior parte – alla stampa del notiziario mensile “Il foglietto”. Autofinanziato, diremmo. Si tratta di un organo di informazione (house organ), a base completamente volontaria, in auge dal 2008. Redatto dalla Russo, assieme ad alcuni collaboratori. Gli iscritti sono autonomi con poco, quindi. Per di più, il resoconto delle spese viene anche inviato all’amministrazione di Baronissi – oltre che proclamato nel corso delle assemblee del sodalizio.

Tornando alla festa, sono stati tanti i momenti di allegria; condivisione; riflessione; agape fraterna. Oltre alla celebrazione eucaristica, anche molto toccante, si sono proiettate slide e video, sulla storia e gli intenti dell’università. Scorrendo le immagini, si sono ricordati i momenti salienti del passato (rievocato) e del presente dell’Ute. Tra gli “omaggi” e le commemorazioni, ecco rimembrare alcuni soci defunti (su tutti, il poeta autodidatta Angelo Adinolfi) e anche svariati docenti, ad esempio Gino Noia. Nel corso della kermesse, vi sono state testimonianze dell’importanza di quest’associazione e tanti contributi. Mai noiosi. Dopo la prolusione della presidente Cosimato, che ha ringraziato i presenti; gli organizzatori; gli amministratori in sala e – opportunamente – i frati, nelle persone di padre Maurizio Pianta e di padre Giuseppe Castronuovo, si è entrati nel vivo dell’happening. Con la presentazione, durata solo cinque minuti, da parte della primissima presidente – Germana Ferraresi – e del medico che ha visto sorgere l’ente sociale Ute.

Impossibile far intervenire tutti gli “allievi”, erano talmente tanti che ci sarebbe voluto tantissimo tempo – acché tutti potessero esprimere la propria opinione.

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Ma vediamo come nasce l’idea, l’intuizione – risultata, adunque, vincente – dell’università della terza età. Tutto parte – hanno espresso i “relatori” (Giovanna Cosimato, Damiana Russo, il medico sopra citato e anche il sindaco Valiante, in parte) – da alcuni incontri del 2003/2004. Incontri “ginnici”, “sportivi”. Infatti ci si riuniva in una palestra. Si trattava di iniziative mediche, rivolte agli anziani. Nel tempo, tutto si è evoluto e il gruppuscolo – sparuto e ristretto – si è ritrovato, dopo ben venti anni, a esistere quale una “quercia” dalle “solide radici”. Dalla Ferraresi alla Cosimato, il piccolo “seme”; il germe dell’Ute è cresciuto e offre i propri “frutti”. Nel corso del tempo, è emerso dall’occasione festosa, tantissimi sono stati (e sono tutt’ora) gli argomenti e le discipline trattati.

Dalla salute e la bellezza alle scienze – persino l’astrofisica! – all’arte (sia pittorica, con la prestigiosa presenza della pittrice Nadia Farina, che letteraria – con Lidia Loguercio e altri/altre – tra cui Raffaella Abate), passando alla musica e all’attualità. Ad esempio, mediante eventi musicali; convegni sulle tematiche più disparate e attuali; presentazioni di libri (come quelli, pregevoli e intensi, della poliedrica autrice Loguercio – che, il 12 marzo, attuerà un nuovo appuntamento – tra liriche e romanzi, proprio all’Ute); manifestazioni “sociali”; recital teatrali. A tal proposito, c’è anche una compagnia amatoriale: “La compagnia instabile”. Ma chi scrive ricorda anche – parlando del poeta Adinolfi – un ulteriore ensemble: “La carretta dei comici”. Sempre per la drammatizzazione.

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Non sono mancate (né mancheranno, di certo) le escursioni culturali – a zonzo per il territorio e over. Con visite guidate e/o libere a Buccino; a Pozzuoli; ai giardini della Minerva (Salerno); a Napoli eccetera. E tante sono state pure le adesioni ad iniziative di beneficenza: ricordiamo l’occasione di “attenzione” verso i bambini del Malawi e la “presenza” Ute, nell’ambito di “Adotta una pigotta” – campagna di solidarietà, indetta dall’Unicef. Dopo aver esposto e illustrato tutto ciò che – nel tempo – è stato realizzato nella e dalla benemerita realtà associativa (per aggregarsi e socializzare), alla fine dell’incontro è stato offerto un ricco buffet. Di rustici e di dolci. Molte delle leccornie presenti all’evento sono state preparate dalle sublimi cuoche dell’università.

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Subito dopo l’assaggio, ecco gli astanti prendere l’auto e dirigersi alla celebrazione eucaristica. Presieduta da padre Giuseppe Castronuovo. Che ha plaudito alla benemerita realtà, puntualizzando che la vecchiezza e l’età anziana non “definiscono” gli associati. La senilità non sta a stigmatizzare una “condizione” sociale o fisica, oppure psichica. È solo un passaggio della vita. 

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Ma questo lo ha già espresso anche la Cosimato, assieme alla Russo e agli altri; nel descrivere e commentare i contributi video delle slide, proiettate.

 

 

 

Infatti era scritto – e concludiamo – che “si può essere vecchi anche a vent’anni”.

 

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