martedì, Giugno 25, 2024
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L’Italia e il suo Primo Cittadino non meritano di essere bistrattati come avviene spesso per opera di alcuni cittadini

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Giambattista Vico, fu un filosofo e nonchè docente napoletano che operò ta la fine del’600 e il principio del’700.

Quando formulò la teoria basata sui cosiddetti Corsi e Ricorsi della Storia, difficilmente avrà pensato quali applicazioni avrebbe potuto avere la sua costruzione teorica molti anni più tardi. Per descriverla con pochi termini,Vico elaborò nella Napoli dove era nato e sarebbe morto, il pensiero che l’agire umano può essere riassunto in tre fasi che si ripetono secondo la sequenza tesi, antitesi e sintesi. Circa cinque secoli avanti Cristo, Aristofane, commediografo greco, diede alle scene una sua visione di come sarebbe potuta cambiare la gestione di una popolazione se a governarla fossero state le donne. Il titolo che diede a quell’opera fu appunto “Le donne in parlamento”. Non si fa fatica a elaborare che i due concetti, donne che comandano e in più in un parlamento, sono concetti di una tale lungimiranza, che al tempo difficilmente poteva essere riscontrati.

Al momento l’umanità tutta sta assistendo a una rivoluzione che ha preso il via all’incirca mezzo secolo fa. In questo periodo, l’inizio del terzo millennio, la stessa si è avvicinata al limite della velocità di crociera. È il potere di prendere decisioni in piena autonomia che le donne si sono viste riconosciuto. Tale potere non ha particolari limiti e, pur stabilendo che le donne possono cimentarsi in qualunque campo, anche per funzioni apicali, nulla toglie alle possibilità di fare lo stesso degli uomini. Il tutto può essere riassunto nell’augurio: “vinca il/la migliore”, come si dice per le competizioni sportive. Quanto appena scritto trova riscontro particolare di questi tempi. Ovunque nel mondo, diverse signore si stanno cimentando per arrivare a ogni genere di vertice. In Italia anche e, per le elezioni europee in programma per il prossimo fine settimana, lor signore della politica nostrana non stanno certamente dando il meglio di sé, semmai la concione fosse orientata in senso positivo. Essendo invece rivolta verso il basso, i tentativi di sorpasso sono indirizzati verso l’infimo. Di quel luogo tutti parlano per sentito dire, in quanto nessuno, come già accade per il peggio, fin’ora lo ha visitato. Ciò non vuol significare che uno scambio di idee- è chiaro che è un eufemismo – tra due signore della politica in Italia non possa essere nemmeno paragonato a quello di due ladyes, magari mentre bevono un the in un salotto inglese. È vero altrettanto che comportarsi da adolescenti sfrenate nei gesti e nel linguaggio non è un bel vedere, soprattutto quando quel che è stato ripreso viene trasmesso in TV, per buona sorte non vis a vis. Se una sfida elettorale assume i connotati di quelle zuffe tra dame che avvengono spesso nei bassi di Napoli, allora il Paese può considerarsi alla frutta. A parziale correzione dell’ ultima considerazione, potrebbe verificarsi un caso concreto della teoria di Vico.

Più precisamente che l’Italia, dopo un periodo in cui sono state realizzate tesi concrete, il Miracolo Economico e altro, al momento sia all’antitesi e si muova all’incirca come un elefante tra i bicchieri. Prima o poi seguirà la sintesi, con tanto di vitello grasso da sacrificare e mangiare. Ieri mattina, al bar Centrale del villaggio, c’era un gruppo di muratori con la faccia da lunedì. Davano sfogo a tutto quanto aveva fatto andar loro di traverso il giorno prima, compresi i risultati delle partite innanzitutto. Hanno così commentato, en passant, anche cio che sta bollendo in pentola nella cucina di Casa Italia. Uno di loro ha esclamato: “chi fa e poi distrugge, non perde mai tempo”.

In un attimo è calato il silenzio. Chi sa quel vate cosa intendesse dire.

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