lunedì, Giugno 17, 2024
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Obbligo vaccino anti-papilloma per scuola e università, il Garante blocca la Puglia. “Perché non possono farlo”. E scoppia il caso

Il 21 maggio scorso il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato all’unanimità una legge che prevede, al fine di “rendere capillare il dovere di informazione a carico delle autorità sanitarie e scolastiche sull’utilità della vaccinazione anti papilloma virus umano, così da debellare le infezioni e prevenire le relative conseguenze cancerose, nell’esclusivo interesse dei giovani pugliesi a una vita di relazione quanto più libera e affidabile”, che l’iscrizione ai percorsi d’istruzione previsti nella fascia di età 11-25 anni, compreso quello universitario, sia “subordinata, salvo formale rifiuto di chi esercita la responsabilità genitoriale oppure, dei soggetti interessati che hanno raggiunto la maggiore età, alla presentazione di documentazione, già in possesso degli interessati, in grado di certificare l’avvenuta vaccinazione anti-HPV, oppure un certificato rilasciato dai centri vaccinali delle Aziende sanitarie locali (ASL) di riferimento, attestante la somministrazione, l’avvio del programma di somministrazione oppure il rifiuto alla somministrazione del vaccino”. Ora, però, è intervenuto il Garante della privacy, che ha inviato una richiesta di informazioni alla Regione Puglia in merito al progetto di legge che introduce l’obbligo, per l’iscrizione nelle scuole e nelle università, di presentare una documentazione che certifichi l’inoculazione del vaccino HPV o, in alternativa, un certificato «attestante la somministrazione, l’avvio del programma di somministrazione, oppure il rifiuto alla somministrazione del vaccino».

papilloma virus 2

La Regione Puglia ha ora 30 giorni di tempo per rispondere alla richiesta. Il Garante, nello specifico, sottolinea come la legge europea sancisca un generale divieto di trattamento dei dati sulla salute, i quali in generale possono essere richiesti solo nei casi di vaccinazioni obbligatorie. “Tenuto conto della particolare delicatezza dell’iniziativa, che vede coinvolti anche gli studenti minorenni”, il Garante ha dunque invitato la Regione a far pervenire, entro 30 giorni, ogni elemento di informazione utile alla valutazione del caso. Stabilito questo per il vaccino HPV, in materia di prevenzione delle malattie causate dal Virus respiratorio sinciziale (VRS) nei bambini, invece, la legge stabilisce che “è autorizzata la somministrazione degli anticorpi monoclonali umani approvati dalle autorità regolatorie” e che tale somministrazione avvenga “in ambito ospedaliero, prima delle dimissioni dal reparto di maternità, per tutti i bambini nati nel periodo epidemico ottobre-marzo” o “a cura dei servizi territoriali, possibilmente nel mese di ottobre e comunque prima della conclusione del periodo epidemico, per i bambini nati nel periodo aprile-settembre”.

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