venerdì, Aprile 19, 2024
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SCRITTURA E MINDFULNESS

Si sente parlare sempre più spesso di mindfulness, come strumento per combattere ansia e stress.

Ma in che consiste esattamente?

La mindfulness è uno stato d’essere, il termine in sé sta ad indicare la consapevolezza. Ciò vuol dire: essere presenti in ogni azione e momento della propria giornata.

Tutte le volte che torniamo indietro a controllare di aver spento il gas, o chiuso la macchina, o messo le chiavi in borsa, lo facciamo perché in fondo non eravamo presenti quando abbiamo compiuto quel gesto la prima volta.

Andiamo avanti per la maggior parte del tempo trascinati da automatismi inconsapevoli, persino la strada da casa a lavoro è talmente automatica oramai che prendiamo lo sbocco autostradale senza neanche più leggere l’insegna. Questo è indice di quanto poco siamo presenti nelle nostre azioni. E dov’è che siamo allora se non siamo nelle nostre azioni? Siamo nell’iperuranio della nostra testa, persi tra i pensieri su cosa cucineremo per cena, come faremo ad incastrare il corso di pilates con la riunione di lavoro, come affrontare quella discussione col partner o col capo che non ci fa dormire la notte, e cose di questo genere. E intanto il nostro corpo si veste, prepara da mangiare, guida fino a lavoro, e va avanti da solo fino a sera, quando si spera riesca a prendere il sopravvento e spegnere i pensieri col sonno.

Vi starete chiedendo: cosa centra la scrittura con tutto ciò?

Io sono una di quelle persone che ha sempre tentato (e tuttora non demorde) di praticare la mindfulness, attraverso la meditazione, nella mia quotidianità. Inutile dire che la mia mente non ne vuole proprio sapere di starsene seduta a respirare per più di qualche minuto. Ma c’è una cosa interessante che ho notato, ed è che da quando ho ricominciato a scrivere e a frequentare corsi di scrittura creativa, la mia mente ha acquisito una nuova spontanea propensione che avevo perduto: la capacità di osservare.

Dovendo continuamente raccogliere idee da ogni dove, soprattutto dalla quotidianità, la mia mente ha cominciato a porre un’attenzione più focalizzata a ciò che mi circonda, alle volte facendomi vedere cose che pur avendole avute sempre sotto il naso non avevo mai realmente visto. Anche il traffico o la fila alle poste hanno cominciato a diventare strumento di scrittura e quindi di attenzione e quindi di mindfulness.

Mentre prima istintivamente avrei sbuffato, imprecato o mi sarei innervosita in situazioni del genere, adesso invece la mia mente rimane silenziosa in cerca di indizi, storie, espressioni buffe o corrucciate, e tutto ciò che può costituire materiale di scrittura. Col tempo mi sono resa conto che questo è esattamente ciò che si intende fare con le pratiche di mindfulness. Ed è la stessa cosa che accade quando siamo in un flusso creativo, che sia di scrittura, di disegno, pittura, danza, o anche di cucina. Per cui, consiglio del giorno: se voleste iniziare con la meditazione o la mindfulness, ma vi dà noia l’idea di dover stare fermi seduti concentrati sul vostro respiro, prendete un’attività che vi piace e focalizzatevi su di essa.

Se amate cucinare, togliete ogni distrazione, TV, cellulare, e ponete attenzione ad ogni profumo, sapore, consistenza che questa pratica vi fa incontrare. Se amate camminare, anche qui, via gli auricolari, la musica, il cellulare, e cercate di sentire come sta il vostro corpo mentre cammina, la sensazione di radicamento dei piedi che spingono al suolo, quella di forza nelle gambe, ponete attenzione ai suoi che vi circondano, seguendone il filo, il cinguettio degli uccelli vi conduce ad un albero poco distante, il rumore di stoviglie vi porta attraverso la finestra di una casa, una conversazione rubata vi fa affacciare sulla vita di chi vi passa accanto; ponete attenzione ai colori intorno a voi, il verde delle foglie che è diverso da quello dell’erba, il cielo che cambia sfumatura in ogni istante specialmente al tramonto.

Ecco insomma che ogni gesto può trasformarsi in un momento di mindfulness e meditazione.

@Maria D’Ambrosio 

 

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