martedì, Giugno 25, 2024
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Se uno stratega non ha la padronanza della sua materia, può causare danni a chi deve riferirsi a lui

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L’impegno elettorale dei cittadini della UE, li ha distolti quanto basta dalla manovra al ribasso effettuata dalla BCE a metá della settimana scorsa. Ha dato da subito un’ idea non proprio positiva e ha innescato dubbi su famiglie e imprese accolte certamente senza entusiasmi.Tutto lascia credere che quella manovra sia stata messa in essere per dare qualcosa da mettere sotto i denti a chiunque stia usando l’euro per ogni tipo di transazione. Espresso tale concetto con qualche parola in più, vorrebbe indicare che la Presidente della BCE, la Signora Lagarde, si sia comportata come quell’ agricoltore che, lanciato il sasso, nascose la mano per non farsi scoprire. I fatti. Sono circa due mesi che in tutto l’Occidente si parla di manovre per la diminuzione del costo del denaro. Per una volta il Vecchio Continente ha anticipato le mosse di quello Nuovo. Facendo andare la mente a ritroso per cercare di capire da dove nasce il probabile qui pro quo, non si fa fatica a convincersi che i tipi di inflazione di quelle due realtà geopolitiche hanno poco in comune. Perciò le manovre messe in atto per contenere l’inflazione entro il 2% non possono essere del tutto simili, ma devono avere posologie calibrate, alcune completamente differenti. Accade invece che dai piani alti dell’ Istituto che ha sede a Francoforte giungano delle voci molto simili a scuse non richieste.

La situazione. Jerome Powell, Presidente della FED che gestisce la circolazione del dollaro, ha fatto sapere negli ambienti che stanno aspettando di sapere come agirà, di non farsi illusioni fuori luogo.

L’Istituto di Washington non farà granché, nella riunione prevista a metà della settimana in corso. Anche nel secondo caso i mercati terranno nella dovuta considerazione i commenti che faranno Powell e i consiglieri che collaborano con lui. È Immaginabile che anche il N°1 della FED si affretterà, qualunque sarà la decisione di quel board, a chiarire che non è arrivato ancora il momento per invertire significativamente il verso della politica monetaria in atto, poiché l’inflazione non si è ridimensionata come si attendeva. Sarà prudente anche per chi usa il biglietto verde di evitare di adagiarsi su aspettative che farebbero ricordare il gioco del lotto.

Ne discende che l’Occidente non è ancora prossimo a raggiungere la meta del processo di6 stabilizzazione, mentre di fatto è a metá dell’ anno.

Di conseguenza le possibilità di giungere puntuali, cioè con i compiti a casa fatti, scendono. Sará così difficile completarli prima che suoni la campanella, cioè finisca l’anno e le conseguenze delle manovre della FED in agenda ormai per i prossimi giorni, non aiuteranno i diretti interessati a trascorrere le vacanze senza pensieri.

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