martedì, Giugno 25, 2024
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“Tsunami ecologista”. I giovani italiani e il voto: trionfano i Verdi e la Sinistra. Chissà se quando dovranno pagare…

Il voto dei giovanissimi, si sa, ha sempre (o quasi) premiato la sinistra. Ma quello che salta all’occhio analizzando le preferenze espresse dagli studenti fuori sede è un risultato che fa pensare. Perché la sinistra e i Verdi raccolgono il 66% dei consensi. Aggiungiamo Stati Uniti d’Europa e si arriva al 74%. I 5Stelle si fermano al 7,84%, mentre il centrodestra viene votato dal 6%. Certo, sono dati riferiti solo agli studenti fuori sede. Ma fanno pensare. Il martellamento green ha ottenuto l’effetto sperato: l’alleanza fra Verdi e Sinistra raggiunge il clamoroso risultato del 40,35%. Mentre il Pd prende il 25,47% e Azione di Calenda, un po’ a sorpresa, il 10,21%Fratelli d’Italia invece si ferma al 3,37%. Sorge spontanea una domanda: quando gli studenti si troveranno a dover pagare le folli spese previste dal green deal europeo sulle case, saranno sempre della stessa idea? Si sa, quando si passa dalla teoria alla realtà le cose spesso cambiano. E anche l’assottigliamento dei risparmi delle famiglie, che sinora ha fatto da cuscinetto, metterà gli eco-entusiasti di fronte a una realtà che forse non possono ancora immaginare.

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Anche allargando il campione agli elettori a una fascia compresa fra i 18 e i 29 anni, i dati premiano il Pd e il connubio Verdi-Sinistra. Il partito della Schlein risulta il più votato con il 18% contro il 17% dei 5Stelle, che reggono al Sud, e appunto AVS con il 16%FdI si piazza al quarto posto con il 14%. O perlomeno sono i risultati di un Instant Poll realizzato da Youtrend per SkyTg 24. Che si dipana per il 9% di Forza Italia, il 7% di Stati Uniti d’Europa, il 6% di Azione e il 5% della Lega. Questi dati potrebbero rappresentare una finestra sul futuro oppure, chissà, uno spaccato di una generazione che non è ancora entrata appieno nel tritacarne delle spese necessarie per vivere. Un altra chiave di lettura è data dall’insistenza, soprattutto da parte del Pd, per l’introduzione del salario minimo, un tema molto sentito all’interno delle nuove generazioni. Come d’altronde è inevitabile in un Paese in cui i salari, anziché aumentare, negli ultimi 20 anni sono diminuiti. Anche su questi temi si giocheranno le dinamiche della politica futura. Perlomeno fra chi deciderà di andare a votare e non seguirà le sirene di un astensionismo di massa che, a sua volta, è preoccupante. Perché è un segno di impotenza e di perdita di speranze che non si può ignorare.

 

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