lunedì, Maggio 20, 2024
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FUMONE (ROMA): IL BORGO ITALIANO PIU’ MISTERIOSO IN ASSOLUTO TRA LEGGENDE E VERITA’

FUMONE (ROMA)

IL BORGO ITALIANO PIU’ MISTERIOSO 

CASTELLO LONGHI DE PAOLIS PIENO DI FASCINO SOPRANNOMINATO

“IL CASTELLO DELLE ANIME PERDUTE”

fumone castello

Fumone: un borgo antico ricco di storia, leggende e misteri

Ci troviamo in provincia di Frosinone, precisamente a Fumone, uno dei più belli borghi della Ciociaria (in Lazio a sud-est di Roma). Situato tra i rilievi montuosi dei monti Ernici e dei monti Lepini, il borgo è stato edificato su di un colle di forma conica a quasi 800 metri di altezza dal livello del mare. Grazie alla sua posizione strategica, fin dall’antichità Fumone ha avuto un’importante funzione di controllo del territorio, specialmente nel periodo medioevale. Fu un luogo fondamentale per la sicurezza di Roma, in particolar modo nei periodi segnati dalle invasioni, come quelle saracene e normanne. Le popolazioni vicine messe sotto assedio, inviavano a Fumone dei segnali di fumo che a sua volta li rinviava all’Urbe. Proprio da questa funzione deriva il nome di Fumone.

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Il borgo è noto per essere stato il luogo di prigionia per poco più di 10 mesi, nel 1925, di Papa Celestino V dopo la sua rinuncia al soglio pontificato (Tiara), solo pochi mesi dopo l’elezione. Celestino V (l’eremita Pietro dal Morrone), fu eletto papa all’età di 86 anni dopo 30 mesi di conclavi andati a vuoto. Il suo nome fu scelto per via della santa vita che conduceva, per la fama che godeva come dispensatore di miracoli, e sopratutto per ragioni politiche. Celestino V compì una serie di azioni, senza tenere in nessun conto gli interessi dei suoi elettori, una di queste azioni fu di spostare le sede del papato da Roma a Napoli. Ha creato 10 nuovi cardinali, tolse dall’Abbazia di Montecassino i monaci Benedettini sostituendoli con i Celestini, che gli portarono l’avversione della Curia romana. Dopo un tormentoso travaglio Celestino V rinunciò alla Tiara, abdicando. Al suo posto venne eletto papa Bonifacio VIII. Il nuovo pontefice decise di recludere il Papa dimissionario in una prigione pontificia di massima sicurezza. Fu così che venne rinchiuso nel Castello di Fumone, dove Celestino V morì il 19 maggio del 1296. Uno dei misteri che si racconta è quello che durante le ultime ore di vita del santo, sulla porta della sua cella comparve una croce splendente.

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Un luogo senza tempo, un borgo sicuramente alle spalle con una storia antica ed affascinante, piena di misteri e, secondo alcuni, anche un luogo popolato da fantasmi. Percorrendo i vicoli del borgo, incontriamo antichi palazzi, come “Martini” e Alessandri” , “Le case Grandi”; “Palazzo Falconi” affacciato sull’omonima piazza, che custodisce una storia curiosa –dove ci racconta di un pittore che trascorse un’intera notte a dipingere una stanza del palazzo con il ritratto di Napoleone in vista di un suo imminente arrivo, che però non avvenne mai. Sono numerose le chiese che si trovano nel centro storico come: la Collegiata di San Pietro, la Chiesa di Santo Stefano e Santa Maria del Colle, due templi pagani trasformati in chiese intorno al XV secolo; la Chiesa della Madonna della Vittoria, la Chiesa di San Biagio, patrono di Fiuggi.

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I vicoli sono tutti pavimentati in pietra e sono adornati da fiori, le abitazioni sono tutte di pietra con antichi portali a finestre, a bifora. Fumone vanta un fascino sicuramente misterioso, ma oltre a questo, ha davvero molto da offrire ai suoi visitatori. Al paese si accende attraverso due ingressi: Porta Romana e Porta Napoletana.

Castello Longhi De-Paolis: “Il Castello delle anime perdute”…è uno dei luoghi più suggestivi, misteriosi e affascinanti del basso Lazio

Circondati da colli ameni e uliveti, il piccolo e tranquillo borgo medievale di Fumone si offre al viaggiatore tutto arroccato attorno al suo Castello. Costruito tra il IX ed il X secolo, è famoso non solo per essere stato la prigione di Celestino V, ma anche perchè ospita uno straordinario giardino pensile che, con i suoi 800 mt s.l.m., è il più alto d’Europa ed è da sempre conosciuto come “ la Terrazza della Ciociaria”, dove si può ammirare l’intera provincia di Frosinone.

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In particolare i misteri di Fumone sono racchiusi nel suo imponente Castello: la prima cosa che si può ammirare quando si entra nell’area di questo è il terribile “Pozzo delle Vergini”, stretto e profondissimo, dove sembra fossero infilzate le ragazze scoperte non vergini in quanto ai tempi esisteva il “Diritto di prima notte” -un’arcaica legge (pena la morte)- , secondo cui le donne appena sposate dovevano trascorrere la loro prima notte di nozze nel letto del potente del paese, ed ovviamente dovevano essere vergini. Quelle giudicate impure dal signore venivano gettate nel pozzo. Si dice che le voci delle povere fanciulle si sentano ancora di notte tra le mura di Fumone.  Marchesi e vergini a parte, si narra dell’esistenza, sempre nel castello, di almeno altri 18 fantasmi.

il pozzo delle vergini

All’interno del castello si trovano stanze dipinte di un rosso che quasi sembra sangue e, secondo la leggenda, tra le sue mura sono stati sepolti vivi moltissimi nemici del potente locale, compreso l’Antipapa francese Gregorio VIII (di cui non fu mai trovato il corpo), che si oppose ai Pontefici Pasquale II, Gelasio II e Callisto II; un secretaire dell’archivio gentilizio dove si trova il corpo di un bambino rivestito di cera di nome Francesco Longhi, figlio della marchesa Emilia Caetani Longhi. Si racconta che il piccolo, nella prima metà del XIX secolo, all’età da soli di 5 anni, unico erede maschio ed unico beneficiario delle ricchezze di famiglia, sia stato avvelenato dalle sette sorelle perfide che rifiutando l’idea di abbandonare l’eredità, idearono un piano agghiacciante per sbarazzarsi del fratellino. Le sette sorelle prepararono il pranzo che spettava al marchesino, mescolando al cibo dei pezzi di vetro tritati e quando il piccolo Francesco li mangiò, morì tra i più atroci dolori. Quando la madre lo scoprì fu straziata dal dolore e per il suo volere il piccolo corpicino venne imbalsamato e ancora oggi è custodito in una teca di cristallo. La tecnica di imbalsamazione è tuttora oscura anche perché il medico che la praticò morì subito dopo in circostanze poco chiare. Si dice che il fantasma del piccolo Francesco si aggiri ancora tra le sale del castello e che nel corso degli anni molti abitanti del posto hanno sentito riecheggiare i singhiozzi dell’inconsolabile marchesa Emilia che “ogni notte si reca a trovare il piccolo ed a consolarlo.

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Nell’intero Castello di Fumone non si trovano inoltre ritratti felici per volere della Duchessa Emilia Caetani in seguito alla morte del marchesino Francesco Longhi, perché tutta la fortezza doveva restare in lutto per la morte del piccolo, unico erede maschio di una famiglia numerosa composta da sette sorelle. Oltre a pianti e lamenti, si racconta di luci che si accendano autonomamente, di oggetti che scompaiono o cadono misteriosamente, di sedute spiritiche organizzate nell’ala ovest del castello e di strane presenze. Leggende e fatti inspiegabili si raccontano da sempre ed avvolgono il castello di Fumone in una nebbia densa di mistero. Alla fine del sec.XVII i Marchesi Longhi, ai quali era pervenuta la rocca, la restaurarono e la trasformarono, creando un magnifico complesso detto “Villa Longhi”, nel 1990 i Marchesi Fabio e Stefano, attuali proprietari del Castello, lo hanno aperto al pubblico.

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Il Castello di Fumone, ha segnato la storia con i suoi avvenimenti, in un periodo tra l’altro, in cui vita umana conta poco o nulla, la fortezza ha racchiuso tra le sue mura tanti misfatti e segreti. Nel visitare i pochi spazi aperti e le tante porte chiuse, tra alloggi privati, la biblioteca, i sotterranei, i passaggi di ronda e le antiche segrete, restano serrate al visitatore, inaccessibili ed oscure… forse per il timore, che i vecchi fantasmi trovano un varco e possano liberarsi… svelando i misteri e finalmente fuggire.. chi lo sa..!?

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